Frana a Carapelle, si va verso lo sgombero
Atessa, terra a pochi metri delle case. Zaccardi: sopralluoghi dei tecnici, ora aspettiamo il Genio Civile
ATESSA. «Non abbiamo abbandonato nessuno, la problematica della frana di Carapelle è stata seguita da questa amministrazione fin dal primo momento in cui è arrivata la denuncia dei Gallucci». Così l’assessore Pasqualino Zaccardi risponde alla famiglia che raccontava al Centro della frana che era ormai arrivata a lambire le abitazioni del capofamiglia e di un figlio. A Carapelle il fronte franoso è arrivato a poco meno di un metro dall’abitazione di Antonio Gallucci e a una ventina da quella del figlio Bruno. All’orizzonte, però, c’è un ordinanza di sgombero. «Io stesso, assieme ad un altro assessore e a un consigliere comunale, mi sono recato sul posto per rendermi conto della situazione e ci siamo incontrati con i signori Gallucci» afferma Zaccardi, «un altro sopralluogo è stato effettuato dal sindaco Giulio Borrelli e da due ingegneri dell’area tecnica del Comune per accertare lo stato delle cose».
Il sindaco, anche su parere dei tecnici comunali, ha chiesto l’immediato sopralluogo del Genio Civile per ottenere l’autorizzazione a compiere gli interventi necessari in una zona a rischio idrogeologico. Sul posto si sono recati anche i carabinieri di Atessa. «La realtà dei fatti», spiega Zaccardi, «è che quelle abitazioni sorgono in una zona prossima al fiume Osento e ai piedi di una collina di vaste dimensioni, interessata da estese aree franose. La situazione si trascina da parecchi decenni, come la stessa famiglia ha denunciato, e nel corso degli ultimi anni si è andata modificando e aggravando». La storia della frana è lunga trenta anni, anche se la zona è, per la sua natura orografica, essendo ricca di sorgenti a monte, soggetta a smottamenti. Tre decenni fa la terra, a monte delle case, si mise in “moto”, ostruì un ponticello sul quale passava la strada che fungeva da scarico delle acque provenienti dalle sorgenti e allora fu fatto un canale di scarico sotto il ponte. Poi la frana è iniziata nuovamente, ha fatto cadere il ponte e con la terra franata si è creata una collinetta sulla quale è stata fatta la strada. La risposta del Genio Civile a questo punto diventa esplicativa per sapere se e come intervenire. «Se non si dovesse riuscire a trovare una soluzione immediata col Genio Civile e la frana continuasse ad avanzare, ci vedremmo costretti», conclude Zaccardi, «ad ordinare lo sgombero che è l’unica cosa che possiamo fare, in questo momento, per mettere in sicurezza la famiglia Gallucci».
Matteo Del Nobile
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