Frana a Gessopalena Affiora l’acqua dal versante in bilico

GESSOPALENA. Da dove proviene l’acqua che affiora a valle delle abitazioni interessate dalla frana di contrada Macchie? Se lo chiede l’avvocato Angelo Manzi per conto dei suoi clienti Mario, Antonio...
GESSOPALENA. Da dove proviene l’acqua che affiora a valle delle abitazioni interessate dalla frana di contrada Macchie? Se lo chiede l’avvocato Angelo Manzi per conto dei suoi clienti Mario, Antonio e Giuseppina Tiberini, le cui abitazioni sono lesionate dal movimento franoso. Manzi a maggio scorso ha scritto alla Sasi, la società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato, oltre che, per conoscenza, all’Autorità dei bacini della Regione, al Servizio di previsione rischi della Regione, al prefetto, al Genio Civile, al sindaco di Gessopalena.
«Il terreno a valle delle abitazioni si presenta fessurato e spaccato in più punti con affioramenti di acque superficiali mai visti in precedenza; gli stessi abitanti del luogo affermano che mai il versante è stato interessato da affioramento di acque almeno negli ultimi 100 anni. Di fronte a detta situazione», continua la lettera dell’avvocato, «i cittadini hanno ricevuto soltanto alcune frettolose visite ispettive d’incaricati del Genio Civile, seguite da mere dichiarazioni di principio, senza alcun concreto intervento».
La frana non è stata improvvisa, sono almeno dieci anni che il terreno ha iniziato a scivolare. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Lannutti, lo scorso novembre ha presentato alla Regione un progetto per mettere in sicurezza il costone; stima dei lavori 1.000.000 di euro, soldi mai arrivati.
Il progetto prevede il consolidamento dei terreni in declivio posti a valle e a monte della strada comunale contrada Macchie-Lago e drenaggio delle acque. L’altro ieri, nell’attesa che qualcuno decida di intervenire per bloccare la frana, il comando provinciale dei vigili del fuoco ha dichiarato inagibile un’abitazione in contrada Macchie e a rischio sono altre case della contrada posta lungo la strada provinciale, Gessopalena-Casoli, anch’essa interessata dalla frana.
«In dieci anni sicuramente si poteva fare qualcosa, mentre si è assistito al solito volgare scaricabarile», afferma l’avvocato Manzi che aggiunge: «Oggi sul posto, in più punti dal terreno affiorano acque chiare. Il sospetto è che possano provenire dal sovrastante serbatoio idrico. La Sasi interpellata almeno 3 o 4 volte con lettere raccomandate semplicemente non ha mai risposto». Matteo Del Nobile
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