Frana, acqua con le autobotti da 5 giorni

Roccaspinalveti. Un nuovo smottamento di terreno amplia il fronte della voragine: inutili le due riparazioni della Sasi
ROCCASPINALVETI. La terra continua a franare in località Aquaviva, nel territorio di Roccaspinalveti. In paese si è creata una voragine profonda 7 metri. Il movimento di terra ha trascinato con sé le condutture idriche. Per ben due volte la Sasi ha riparato il danno. La frana ha vanificato i lavori e peggiorato la situazione. «A seguito», annuncia la Sasi, «del movimento franoso che sta interessando in questi giorni località Acquaviva, si è verificata una nuova rottura sulla condotta principale». Per questa ragione la Sasi comunica la prosecuzione dell’interruzione della regolare fornitura idrica fino alla conclusione dei lavori nei comuni di Atessa (località Quercia Nera e Carapelle), Carpineto Sinello, Carunchio, Casalanguida, Celenza sul Trigno, Dogliola, Fresagrandinaria, Guilmi, Lentella, Liscia, Palmoli, Roccaspinalveti, San Giovanni Lipioni, Tornareccio e Tufillo. La Sasi sta cercando di accelerare il più possibile la riparazione ma questa volta il danno è grosso, come conferma il dirigente Pio D'Ippolito. «È necessario sostituire 400 metri di conduttura», dice D'Ippolito, «stiamo cercando di reperire i tubi d'acciaio necessari, ma non è facile. Due imprese sono pronte a partire con i lavori. La speranza è che i tubi arrivino presto. Impossibile allo stato attuale fare previsioni. Stiamo cercando di sopperire al fabbisogno idrico della popolazione con le autobotti».
Il fronte franoso è piuttosto ampio. Claudia Fiore, il sindaco di Roccaspinalveti, non nasconde le proprie preoccupazioni. «Si è creata una voragine importante. La situazione è molto delicata». A detta degli esperti non sono esclusi nuovi smottamenti. Il sindaco ha richiesto lo stato di emergenza. La zona è stata controllata dalla protezione civile regionale e dal Genio civile di Chieti. Gli esperti stanno valutando il da farsi. L'interruzione idrica sta provocando disagi in tutto l'entroterra. Alcuni paesi come Dogliola soffrono meno. «Abbiamo», spiega il sindaco, Giovanni Giammichele, «una sorgente naturale denominata Langheroni che in questo momento ci alimenta».
Molti altri comuni invece sono costretti a ricorrere alle autobotti. Il sindaco di Liscia, Antonio Di Santo, vista la situazione di emergenziale e l'incertezza sui tempi di ripristino del servizio idrico ha invitato la cittadinanza ad un uso parsimonioso dell'acqua. (p.c.)
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