Frana in via don Minzoni: scatta l’allarme dei residenti

ATESSA. Preoccupa una frana in via don Minzoni, in allarme sono un paio di abitazioni. La paura torna dopo diciotto anni. Alcune transenne delimitano la carreggiata da un movimento franoso, due tubi,...
ATESSA. Preoccupa una frana in via don Minzoni, in allarme sono un paio di abitazioni. La paura torna dopo diciotto anni. Alcune transenne delimitano la carreggiata da un movimento franoso, due tubi, uno nero (fogna) e l’altro bianco, rotto, (delle acque bianche), sono ben visibili. Le tubature arrivano dai quartieri San Michele, Santa Maria, via Panoramica, e vanno al depuratore in prossimità del fiume Osento. Il 31 marzo 2020 così il residente Giovanni Marcolongo comunicava al Comune: «Segnalo che a causa del movimento franoso che si trova a valle della mia abitazione è stata provocata la rottura del pozzetto di raccordo della fognatura che si trova nei pressi della strada comunale. Adesso parte delle acque fuoriesce dal pozzetto riversandosi a valle e finendo nella frana-discarica abusiva senza mai arrivare al depuratore nell’Osento. Per questo motivo invito ad effettuare un sopralluogo e porre in essere ogni provvedimento necessario a garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini».
Lo scorso 12 gennaio nuova comunicazione al Comune, sempre tramite pec, questa volta indirizzata anche alla Sasi: «Nel giro di questi otto mesi, il movimento franoso si è avvicinato alla strada comunale provocandone il cedimento parziale della carreggiata con rischi per l’incolumità pubblica e per i passanti». Come detto il problema è quasi ventennale. Il 25 gennaio del 2003 veniva disposto, con un’ordinanza del sindaco, lo sgombero dell’abitazione dello stesso Marcolongo e di un’altra adiacente, sempre a causa di una frana superficiale. Furono fatti dei lavori parziali e, dopo quasi un mese e mezzo le ordinanze vennero revocate grazie anche a una relazione geologica. «La scarpata», concludeva il documento tecnico, «necessita di un consolidamento definitivo in quanto scorrimenti superficiali sono ancora possibili in concomitanza con eventi meteorici particolarmente intensi». (m.d.n.)

