Frana la Guilmi-Tornareccio: bus bloccato

8 Gennaio 2015

Sul pullman venti lavoratori diretti alle fabbriche della Val di Sangro. Accuse a Regione e Provincia

GUILMI. La sede stradale si è abbassata e il bus dei pendolari delle autolinee Di Carlo è rimasto bloccato con 20 lavoratori a bordo. È successo ieri alle 4,40 sulla strada provinciale Guilmi- Tornareccio. «Sapevamo che prima o poi sarebbe successo. È accaduto proprio mentre stavamo andando al lavoro», racconta l’assessore comunale Lucio Perrucci, uno dei pendolari bloccati. Solo poche ore prima il sindaco di Guilmi, Carlo Racciatti, aveva lanciato l’ennesimo appello alla Provincia. Durante la notte l’arteria percorsa dai lavoratori che raggiungono la Val di Sangro e dagli studenti, si è afflosciata. Ora il comune rischia l’isolamento.

«Noi siamo riusciti a fare retromarcia e passando poi sulla strada che da Carpineto porta verso Casalanguida, anche quella a rischio, siamo riusciti ad arrivare nella zona industriale di Atessa. Ma nè la Regione nè la Provincia possono fare ancora finta di niente», rimarca Perrucci. La popolazione della vallata del Sinello è furiosa. «L’ex presidente della Regione, Gianni Chiodi, ci ha ignorato per anni; ma l’attuale, Luciano D’Alfonso, dov’è? Lo sa dove si trova Guilmi? E dov’è il presidente della Provincia Mario Pupillo? La mancanza di soldi non può più essere un alibi per ignorare il territorio», hanno protestato le famiglie. E con loro si è schierato anche Camillo D’Amico, capogruppo del movimento civico “Il Cambiamento” a Cupello. Il problema è antico ed endemico. «La penuria di fondi non è per nulla imputabile a questa vostra amministrazione ma è in capo a voi la responsabilità di agire, prendere ed assumere impegni e dare risposte concrete per quanto possibile, alle legittime esigenze della popolazione», scrive D’Amico a Pupillo. «Occorrono interventi urgenti e straordinari e le risorse, al di là delle poche che potrà avere a disposizione l’ente, dovranno essere reperite altrove oppure attivare le più utili sinergie con i comuni del territorio. È giunta l’ora di capire», scrive D’Amico, «se i fondi relativi alla rimodulazione dei Fas e gli utili derivanti dalla fine dei pagamenti relativi ai debiti sulla sanità, così come affermò nel novembre del 2013 l’ex governatore Chiodi mai smentito o rettificato dall’attuale D’Alfonso, siano disponibili e spendibili per la viabilità oppure no». (p.c.)

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