Frana la provinciale, subito i lavori

Guardiagrele, sindaco e vigili urbani intervengono sulla strada di Fraia
GUARDIAGRELE. Problemi alla circolazione lungo la trafficata strada provinciale 215, ex S.S.363 in località Fraia, dove le abbondanti nevicate dello scorso mese di gennaio e le piogge dei giorni scorsi hanno riattivato una vecchia frana che ha mangiato gran parte della strada statale. Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri, il personale della Provincia di Chieti, il sindaco Simone Dal Pozzo, accompagnato dal suo vice Gianluca Primavera e gli agenti della polizia municipale coordinati dal comandante Andrea Trappolini, che hanno immediatamente provveduto a far installare sulla strada alcuni semafori ed altra segnaletica, istituendo un senso unico alternato. Ieri mattina sono poi arrivati anche i tecnici della Provincia che hanno verificato la profondità della falda interessata dalla frana ed avviato immediatamente i necessari lavori per ripristinare la normale viabilità.
«Questo fenomeno che ha interessato il nostro territorio - ha osservato il sindaco Simone Dal Pozzo- è indice della gravità delle conseguenze delle avverse condizioni metereologiche del mese scorso. Esse richiedono misure straordinarie e la garanzia della disponibilità delle necessarie risorse per gli enti che devono intervenire. Sappiamo - continua Dal Pozzo - che è in fase di studio una ordinanza del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile per la Regione Abruzzo. Si tratta di un fatto inedito e di un impegno necessario».
Il primo cittadino evidenzia quindi che i Comuni hanno bisogno di certezze in merito ai lavori di manutenzione, ripristino e messa in sicurezza del patrimonio danneggiato e, soprattutto, di risorse straordinarie di cui oggi, non si ha disponibilità.
«Da parte nostra - conclude Dal Pozzo - assicuriamo la massima attenzione ed impegno ad ogni situazione, anche in attesa di indicazioni più dettagliate circa le modalità delle segnalazioni e delle richieste, per fare un quadro più preciso e completo degli effetti e delle conseguenze di questa situazione eccezionale».
Giovanni Iannamico

