Frana sotto la chiesa, via libera al progetto da 830 mila euro

6 Aprile 2019

Don Roberto: Madonna degli Angeli potrà riaprire il sagrato L’intervento di consolidamento durerà otto mesi

CHIETI. «Finalmente ce l’abbiamo fatta: fra due o tre mesi potranno iniziare i lavori per il consolidamento della frana che ha minato le fondamenta della chiesa». Tira un sospiro di sollievo il parroco di Madonna degli Angeli, don Roberto Miccoli, nell’apprendere la notizia dell’approvazione del progetto definitivo-esecutivo per risanare il movimento franoso che ha reso inagibile il sagrato della chiesa e minaccia da vicino le case di via Modesto della Porta, strada pressoché intransitabile. Ha dovuto aspettare a lungo il parroco per arrivare alla determina del 26 marzo scorso che approva il progetto realizzato dall’ingegner Giampiero Di Primio per un importo di 830mila euro, indice una procedura negoziata d’urgenza e assegna 8 mesi per la realizzazione dei lavori. Eppure i primi movimenti franosi risalgono al 2011. L’incarico affidato a Di Primio è del 2015 e il Comune prevedeva di realizzare l’opera già nel 2016. I lavori sono poi slittati nel programma triennale 2017-2019. Nel 2017 è stata sottoscritta la convezione tra Comune e Regione per la realizzazione dell’intervento finanziato con fondi Par Fsc 2014/2020. C’è stata di mezzo anche una richiesta della Regione di integrare il progetto e una conseguente nuova approvazione, arrivata a giugno 2018. Da allora sono passati 10 mesi in attesa che il Comune desse l’atteso via libera. Uno stillicidio per don Roberto che è arrivato a fare appelli durante la messa domenicale perché il Comune si desse finalmente una mossa. Eppure è lo stesso Comune ad aver definito i lavori «urgenti». La scelta di accorciare i tempi per l’affidamento delle opere (da due a tre mesi), «è dettata», si legge nella determina comunale, «dalla necessità di pervenire con immediatezza all’appalto, in considerazione dell’urgenza visto il dissesto idrogeologico in atto in tale zona che determina un potenziale pericolo per la pubblica incolumità, vista la presenza di edifici, tra cui un luogo di culto, e infrastrutture».
Il progetto redatto da Di Primio prevede, spiega l’ingegnere, «la realizzazione di una paratia rigida a monte del versante franoso, proprio a ridosso del sagrato della chiesa ora interdetto, che verrà demolito e ricostruito. L’idea progettuale è quella di sanare il dissesto a monte, dove si origina, per poi provvedere alle opere più a valle. Una volta risolto il problema all’origine, utilizzando i ribassi d’asta, contiamo di risistemare tutta via Modesto della Porta».
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