Francese sparito da fine maggio «Un taxi lo ha portato a Pescara»

18 Luglio 2024

Parla la figlia di Philippe Pomone, 67 anni, domiciliato in contrada Pili, persona fragile e depressa «Potrebbero avergli hackerato la carta di credito: da oltre 40 giorni non ci sono stati prelevamenti»

ATESSA. «Potrebbero aver hackerato la carta di credito di nostro padre, facendoci credere che ad usarla fosse lui». È il timore dei figli di Philippe Pomone, il 67enne francese domiciliato ad Atessa di cui non si hanno più notizie dalla fine di maggio. Le tracce dell'uomo, in base agli ultimi riscontri, portano a Lanciano e poi a Pescara. «Siamo riusciti a contattare una compagnia di taxi che dichiara di averlo trasportato dal comune di Lanciano a Pescara», racconta la figlia Claire al Centro, «il taxi è stato contattato dal personale del ristorante Da Carlino di Lanciano per trasportare un uomo a Pescara. Il tassista ha preso in carico mio padre e lo ha visto ritirare i soldi prima di accompagnarlo a Pescara. Il ritiro di Lanciano corrisponde all'ultimo movimento bancario, effettuato il 31 maggio. Sappiamo quindi che è stato lasciato a Pescara lo stesso giorno».
Qualcuno nella città adriatica ha incontrato quest'uomo alto 1.80 metri, di corporatura media, capelli grigi e occhi marroni, che parla sia francese che italiano? L'auspicio dei figli di Philippe Pomone è che qualcuno si faccia vivo e contatti i carabinieri di Atessa, che si stanno occupando della sua scomparsa. A portare il 67enne nella nostra regione sono state le sue origini: il padre di Pomone era infatti abruzzese. «Ha vissuto per quasi un anno ad Arsita (nel Teramo, ndc)», racconta ancora Claire Pomone, «poi è tornato in Francia per due anni prima di partire definitivamente lo scorso gennaio e comprare casa nel comune di Atessa».
Philippe si era stabilito in campagna, nella contrada Pili. I familiari lo descrivono come una persona psicologicamente fragile e depressa. «Gli ho parlato al telefono il 19 maggio e lo stesso giorno lo ha fatto anche mio fratello», dice la donna, «spesso non ci contattava per un periodo di 15 giorni ma mio fratello, che si occupa di gestire il suo conto, teneva d'occhio i movimenti e quindi non c'era motivo di preoccuparsi. Mio fratello però mi ha contattato lo scorso 4 luglio informandomi che dal 31 maggio non c'erano più stati prelievi bancari e che le transazioni del mese di giugno corrispondevano a prelievi automatici, ma non ad acquisti. Potrebbero aver violato la sua carta di credito e questo ci ha tratto in inganno riguardo a queste attività. A quel punto ho contattato i carabinieri».
Ad Atessa pare che l'uomo non avesse stretto particolari legami, si muoveva a piedi o con i mezzi pubblici (la patente gli era stata sospesa). In suo aiuto si erano attivati anche i servizi sociali del Comune. Le ricerche vanno avanti anche in Francia, dove la denuncia di scomparsa è stata presentata dalla ex moglie di Pomone.
©RIPRODUZIONE RISERVATA