Frane e buche, ecco le strade devastate

22 Gennaio 2019

Sprofondano nel degrado le principali arterie di entrata in città

CHIETI. Tre strade d’accesso alla città sono devastate. Via Madonna della Vittoria, via per Popoli e strada della Pace: eccole, in ordine di pericolosità, tra frane dimenticate, buche diventate voragini e vegetazione che restringe le carreggiate. Gli asfalti trappola sono noti da tempo agli enti proprietari. Ma non solo non c’è stato nessun intervento risolutore: dopo il ghiaccio e le ultime nevicate, la situazione è persino peggiorata. Il discorso dell’assenza di fondi regge fino a un certo punto, perché qui il problema è di sicurezza. E la storia va avanti da anni. Così arrivano a raffica le richieste di risarcimento da parte di automobilisti che, nella migliore delle ipotesi, hanno riportato danni alle macchine e, nella peggiore, ai cerchioni spaccati e alle gomme forate hanno aggiunto un ricovero in ospedale.
LA PRIMA TAPPA. Il viaggio nelle strade da incubo comincia da via Madonna della Vittoria, un percorso di oltre 4 chilometri di curve e insidie che collega Santa Filomena a Piana Vincolato. L’asfalto è franato in modo consistente in tre tratti, ma la Provincia non è mai intervenuta con opere strutturali. Si è limitata a transennare i punti dove l’asfalto è scivolato a valle con metri di recinzione di plastica arancione. Ma sono protezioni bluff perché, nella maggioranza dei casi, appaiono divelte. Il risultato è che i tondini di ferro conficcati a terra non sorreggono più nessuna rete e, paradossalmente, si sono trasformati in ostacoli aggiuntivi per chi percorre queste carreggiate già inghiottite in gran parte dalle frane. A mancare è anche la manutenzione ordinaria, e il quadro è completato da rifiuti e sacchi dell’immondizia disseminati ovunque.
L’ALTRA FRANA. L’asfalto è crivellato dalle buche pure in via per Popoli, che da Brecciarola sale fino al Teate Center e al quartiere Filippone, passando davanti ai bivi per Casalincontrada e Colle Sant’Antonio. La frana del 2015 anche in questo caso è stata abbandonata dalla Provincia: le misure di sicurezza si sono fermate alle reti arancioni di cui sopra. Il rischio concreto è che l’assenza totale di interventi da parte dell’ente porti ad altre frane alle prossime piogge. I canali di scolo sono ostruiti da rami, erbacce e foglie. Significa che l’acqua piovana non può incanalarsi, ma attraversa il manto stradale e scava la terra sotto l’asfalto.
CARTELLI DI PERICOLO. “Strada dissestata”. È tutto un programma la segnaletica che accoglie gli automobilisti che, da zona Buonconsiglio, si immettono su strada della Pace (ex strada Fosso dell’Inferno). Da qui passa chi arriva a Chieti da Bucchianico, Guardiagrele e altri paesi pedemontani. La proprietà è del Consorzio di bonifica, ente strumentale della Regione. I rattoppi sono saltati ovunque e il problema vero è la vegetazione che, in più punti, ha invaso la carreggiata. L’effetto giungla ha coperto alcuni cartelli stradali, ma non quello che fissa il limite di velocità a 20 all’ora in un ampio tratto dai dislivelli vertiginosi. Avvicinandosi al Teate center, la strada diventa tutta una voragine. Guidare senza sprofondare in una delle decine di buche è una missione impossibile. E l’infido brecciolino, che compare dove l’asfalto continua a scrostarsi, è un nemico in più soprattutto per i motociclisti.