Frane e buche, ecco le strade devastate

Sprofondano nel degrado le principali arterie di entrata in città
CHIETI. Tre strade d’accesso alla città sono devastate. Via Madonna della Vittoria, via per Popoli e strada della Pace: eccole, in ordine di pericolosità, tra frane dimenticate, buche diventate voragini e vegetazione che restringe le carreggiate. Gli asfalti trappola sono noti da tempo agli enti proprietari. Ma non solo non c’è stato nessun intervento risolutore: dopo il ghiaccio e le ultime nevicate, la situazione è persino peggiorata. Il discorso dell’assenza di fondi regge fino a un certo punto, perché qui il problema è di sicurezza. E la storia va avanti da anni. Così arrivano a raffica le richieste di risarcimento da parte di automobilisti che, nella migliore delle ipotesi, hanno riportato danni alle macchine e, nella peggiore, ai cerchioni spaccati e alle gomme forate hanno aggiunto un ricovero in ospedale.
LA PRIMA TAPPA. Il viaggio nelle strade da incubo comincia da via Madonna della Vittoria, un percorso di oltre 4 chilometri di curve e insidie che collega Santa Filomena a Piana Vincolato. L’asfalto è franato in modo consistente in tre tratti, ma la Provincia non è mai intervenuta con opere strutturali. Si è limitata a transennare i punti dove l’asfalto è scivolato a valle con metri di recinzione di plastica arancione. Ma sono protezioni bluff perché, nella maggioranza dei casi, appaiono divelte. Il risultato è che i tondini di ferro conficcati a terra non sorreggono più nessuna rete e, paradossalmente, si sono trasformati in ostacoli aggiuntivi per chi percorre queste carreggiate già inghiottite in gran parte dalle frane. A mancare è anche la manutenzione ordinaria, e il quadro è completato da rifiuti e sacchi dell’immondizia disseminati ovunque.
L’ALTRA FRANA. L’asfalto è crivellato dalle buche pure in via per Popoli, che da Brecciarola sale fino al Teate Center e al quartiere Filippone, passando davanti ai bivi per Casalincontrada e Colle Sant’Antonio. La frana del 2015 anche in questo caso è stata abbandonata dalla Provincia: le misure di sicurezza si sono fermate alle reti arancioni di cui sopra. Il rischio concreto è che l’assenza totale di interventi da parte dell’ente porti ad altre frane alle prossime piogge. I canali di scolo sono ostruiti da rami, erbacce e foglie. Significa che l’acqua piovana non può incanalarsi, ma attraversa il manto stradale e scava la terra sotto l’asfalto.
CARTELLI DI PERICOLO. “Strada dissestata”. È tutto un programma la segnaletica che accoglie gli automobilisti che, da zona Buonconsiglio, si immettono su strada della Pace (ex strada Fosso dell’Inferno). Da qui passa chi arriva a Chieti da Bucchianico, Guardiagrele e altri paesi pedemontani. La proprietà è del Consorzio di bonifica, ente strumentale della Regione. I rattoppi sono saltati ovunque e il problema vero è la vegetazione che, in più punti, ha invaso la carreggiata. L’effetto giungla ha coperto alcuni cartelli stradali, ma non quello che fissa il limite di velocità a 20 all’ora in un ampio tratto dai dislivelli vertiginosi. Avvicinandosi al Teate center, la strada diventa tutta una voragine. Guidare senza sprofondare in una delle decine di buche è una missione impossibile. E l’infido brecciolino, che compare dove l’asfalto continua a scrostarsi, è un nemico in più soprattutto per i motociclisti.

