Frane, i lavori non partono In cassa non ci sono i soldi

12 Febbraio 2018

Santa Giusta, atteso da un anno il milione e mezzo di fondi stanziato dalla Regione Cantiere aperto solo a San Biagio: ma servono altre somme per il consolidamento

LANCIANO. Un cantiere aperto a porta San Biagio e un altro da inaugurare a Santa Giusta. Altri lavori da finanziare a Torre Marino e per la strada verso Orsogna; e 25 dei 27 cantieri aperti nel 2004 dalla Provincia per il consolidamento delle aree a rischio idrogeologico ancora da collaudare. È la situazione dei lavori per fermare le frane in città. Lanciano, con le sue nove zone rosse ad altissimo rischio idrogeologico, attende da anni lavori di consolidamento per quasi 6 milioni di euro. Dalla Regione sono stati stanziati fondi che hanno permesso di avviare alcuni lavori. Il primo, da 400.000 euro, è per il consolidamento delle mura di Porta San Biagio. «Qui i lavori sono iniziati a metà settembre», dice l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «ma serviranno almeno altri 100.000 euro per completarli. Giorni fa l’ingegnere Gianluca Dionisi, responsabile dell’Ufficio tecnico idrogeologico della Regione, ha effettuato un sopralluogo per capire come recuperare i fondi per ultimare la palificazione fino a ridosso della Porta». I lavori erano attesi dal 2005, da quando le mura vicino alla Porta hanno iniziato a scricchiolare; sono diventati man mano più urgenti dopo gli smottamenti del 2011, 2013 e 2015. Prevedono la sistemazione di pali in cemento armato che scendono fino a una profondità di 10 metri, un sistema di contrafforti e la impermeabilizzazione del muro che sarà rivestito con i mattoni originari, ora messi da parte.
«Finiranno per primavera», dice Verna, «in più la Regione ci ha concesso altri 300.000 euro per il restauro della storica Porta, ma non sono ancora in cassa. Siamo in attesa anche di 1,5 milioni per una delle frane a Santa Giusta». Nella contrada, flagellata da tre frane (nella zona della Gunite, della chiesa e del versante Morena), i soldi della Regione -stanziati da un anno- servono per consolidare la zona della chiesa, classificata come R4, ossia il livello massimo di rischio. Qui una casa è stata sgomberata ed è in pericolo la strada di accesso alla contrada. Sarebbe il 1° lotto di lavori che proseguiranno poi sul versante della Gunite, in passato interessato da uno dei 27 cantieri aperti 14 anni fa dalla Provincia per il consolidamento delle aree a rischio idrogeologico e non ancora ufficialmente chiusi. In 14 anni i lavori hanno subito ormai un collaudo naturale, ma ufficialmente al Comune sono stati riconsegnati due cantieri. «Sono lavori della Provincia», taglia corto Verna, «al momento noi siamo impegnati per trovare fondi per sistemare due emergenze aperte e legate alla viabilità: il consolidamento del cavalcavia di Torre Marino e la sistemazione della strada per Orsogna. Abbiamo realizzato i progetti e chiesto i fondi. L’ultima richiesta l’abbiamo presentata pochi giorni fa proprio per il consolidamento del cavalcavia, almeno per il 1° lotto di lavori che ammonta a 200.000 euro».
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