Frane, l’allarme di Italia Nostra «Bisogna intervenire subito»

31 Luglio 2024

Problemi in via del Ponte, il presidente Vinciguerra: dissesto notevole, zona appesantita dalle case L’assessore Bomba: stiamo affidando gli incarichi della progettazione esecutiva per avere i fondi

LANCIANO. «Dalla fine degli anni ’90 Italia Nostra ha chiesto alle amministrazioni di occuparsi dei problemi di via Del Ponte che era una strada di accesso alla città. È stata invece abbandonata e oggi richiede interventi urgenti di consolidamento di cui non si vede traccia»: è il presidente di Italia Nostra, Pierluigi Vinciguerra, ad intervenire sul problema della frana che interessa il costone di via del Ponte del Diocleziano che preoccupa da tempo ed è tornata sotto i riflettori dopo l'intervento della famiglia Ciarelli che abita sulla via, che nel 2003 dopo l'alluvione che colpì la città ricevette dal Comune un provvedimento verbale per il quale non può mettere piede nel terreno di proprietà su cui sorge la casa perché sta franando e da 21 anni attende invano l'avvio dei lavori di consolidamento del costone. Ora la situazione è precipitata con il giardino che ha visto un abbassamento di 80 centimetri, ha buchi per piccoli smottamenti che richiedono lavori.
ITALIA NOSTRA«Il dissesto della zona è notevole», riprende Vinciguerra, «e dal 1998-99 la strada ha subito smottamenti perché appesantita dalle nuove costruzioni. Addirittura è stato anche rovinato il muro dell'ex ospedale di San Giovanni di Dio del 1590 per delle case e poi, come rilevato dal geologo Luigi Carabba, con le alluvioni nel 2003-2005 la situazione è precipitata. La via è stata abbandonata, senza interventi nonostante gli smottamenti ripetuti negli anni che hanno interessato anche altre zone come Lancianovecchia, Santa Giusta, Madonna del Carmine che richiedono interventi». E Carabba a cui la famiglia ha affidato una relazione tecnica del terreno su cui poggia la casa, conferma «cedimenti e problemi idrogeologici di tutto il versante destro del Diocleziano» che sono acuiti dal 2003 con una «frana in movimento che non è esaurita» e che richiede interventi urgenti di messa in sicurezza. Il geologo ha poi ricordato la presenza di un progetto del 2005 per la realizzazione di un muro di sostegno al terreno di via del Ponte, dalla cattedrale a via Per Frisa che la Provincia lasciò fuori dai lavori per le frane eseguiti dal 2004 lungo un’area di 7 chilometri dal Belvedere a Santa Giusta, preferendo realizzare il raddoppio del condotto Sargiacomo che nel 2018 è saltato distruggendo il parco.
COMUNE«Stiamo lavorando sulle frane», risponde l’assessore ai lavori pubblici Paolo Bomba, «abbiamo dovuto spacchettare lo studio di fattibilità da 12 milioni per le frane in centro perché non avrebbe mai ottenuto il finanziamento. Come indicato dalla Regione abbiamo già proceduto a dividere il progetto almeno in due lotti, con un terzo che riguarda Madonna del Carmine, e siamo all’affidamento degli incarichi per la progettazione esecutiva per l'inserimento nella piattaforma Rendis degli interventi per avere i fondi. Sono incarichi separati per le aree del Diocleziano, via del Ponte, Pietrosa, cattedrale, corso Trento e Trieste e Malvò divisi in lotti funzionali. Arrivare agli incarichi significa aver già fatto una programmazione, inserito i fondi nel bilancio: non è di certo una risposta a quanto sta accadendo in via del Ponte, situazione che monitoriamo». Incarico già formalizzato per la progettazione di fattibilità tecnico-economica di interventi a Madonna del Carmine e Sant’Amato dove sono state segnalate lesioni ai fabbricati tra cui la Chiesa di Madonna del Carmine chiusa dal 6 dicembre 2022 e fenomeni di scivolamento del terreno per una frana in atto lungo il fianco della collina fino al cimitero, conosciuta da oltre dieci anni. Progettazione affidata al geologo Enrico Lanti per 7.800 euro e all’ingegnere Aldo Ciccocioppo per 4.440 euro.