Frane, nasce il comitato per salvare le case a rischio

25 Settembre 2019

Lapenna nominato presidente: pronti a difendere il quartiere Santa Maria I residenti chiedono chiarezza e soluzioni per il condominio da demolire

CHIETI. Nasce il comitato per la difesa del quartiere Santa Maria a rischio frana. Si chiama “Case sicure - quartiere Santa Maria” ed è presieduto da Francesco Lapenna. Dopo l’assemblea pubblica in piazza dello scorso 11 settembre, i residenti interessati si sono riuniti al Grande Albergo Abruzzo e hanno dato vita al comitato che si prefigge, come si legge nel verbale di costituzione, di «rappresentare unitariamente il disagio dei cittadini del quartiere, di promuovere la battaglia per la sicurezza delle abitazioni, di arrivare ad accertare e responsabilità di chi ha costruito in luoghi evidentemente insicuri e, per quanto possibile, di tentare di trovare una soluzione per quei cittadini che hanno perso la propria casa, nonostante i sacrifici economici». «Informeremo la popolazione», dice il presidente Lapenna, «garantiremo la partecipazione di chiunque voglia aderire al comitato, promuoveremo la sensibilità delle comunità vicine e degli organi istituzionali e parteciperemo a incontri e tavoli di lavoro».
A due anni di distanza dallo sgombero di palazzo Trinchese (27 appartamenti su 9 piani e un fuori piombo di oltre 60 centimetri), i residenti della zona, che conta almeno altri sei palazzi a rischio, hanno deciso di fare fronte comune per affrontare il problema frane. L’amministrazione si è mossa solo quest’estate, affidando un’indagine al geologo Fabio Colantonio, che a gennaio potrà fornire i primi risultati del suo studio. Ha però già chiarito che ci sono due diversi movimenti franosi e che il Trinchese si trova proprio all’intersezione delle due frane. Per due anni i residenti si sono sentiti abbandonati alle loro paure, mentre continuano ancora a rincorrersi notizie di possibili altre ordinanze di sgombero, notizie smentite dal sindaco Umberto Di Primio che chiede di bloccare inutili allarmismi. L’ordinanza di sgombero del Trinchese è del 18 dicembre 2017. Il 31 dicembre 2018 è arrivata quella di abbattimento. Ordinanza scaduta, anche se il palazzo è ancora lì e sul suo futuro non c’è chiarezza. Il primo allarme ufficiale è del 30 aprile 2017, quando i residenti di via Arenazze, via Fonte Vecchia e viale Gran Sasso hanno scritto una lettera al Comune, parlando di «svariati edifici condominiali che hanno richiesto urgenti interventi di consolidamento delle fondazioni» e di «un’ampia fascia interessata da fenomeni di scivolamento che hanno danneggiato le opere».
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