Frane, più controlli e sicurezza «Così preveniamo ogni rischio»

18 Dicembre 2022

Presentata la nuova organizzazione del Centro operativo comunale (Coc) allargata ad altri enti Il sindaco Ferrara: «Al momento i cittadini possono stare tranquilli, evitiamo allarmi ingiustificati»

CHIETI. È stata presentata ieri la nuova struttura organizzativa del Centro operativo comunale (Coc). Si allarga la squadra di professionisti che compone la macchina operativa dell’emergenza teatina: Protezione civile locale e regionale firmano la sinergia con il Comune. Nel mirino del nuovo ente c’è il monitoraggio del dissesto idrogeologico in città.
IL NUOVO ENTE«È iniziato un percorso di riorganizzazione», dice Vincenzo Ginefra, consigliere delegato alla Protezione civile, «è un sistema da cui deriva la sicurezza dei cittadini di Chieti su più piani e che oggi è strutturato in modo da chiarire ruoli e competenze». Con la riorganizzazione, l’ente potrà contare sulla stretta sinergia con le associazioni di volontariato che, ricorda Antonio Mancini, presidente del Nucleo operativo Teate, «conoscono bene il territorio e possono dare garanzia ed esperienza in caso di emergenza». Nonostante le associazioni già facessero parte del Coc, «oggi abbiamo dato all'ente un'organizzazione più tecnica e funzionale dal punto di vista amministrativo», aggiunge Ginefra. Anche l’Agenzia regionale di protezione civile ribadisce la stretta collaborazione con l'ente. «Il fatto che si sia messo su un ufficio di protezione civile comunale dedicato, è una decisione sostanziale perché assicura una dorsale per la sicurezza dei cittadini», dice Marco Papponetti, della Regione Abruzzo. Il nuovo ente, spiega Carlo Di Gregorio, dirigente del settore urbanistica e responsabile della Protezione civile comunale, «è un coordinamento utile e necessario che permetterà di avere sotto controllo il territorio con ottimi strumenti e professionalità».
IL DISSESTO IDROGEOLOGICOE l’inaugurazione del Coc inizia con la prevenzione del dissesto idrogeologico. «Gli interventi vertono sull’area più critica della città, cioè viale Gran Sasso», dice Tommaso Colella, ingegnere del Comune responsabile delle azioni sul fronte dissesto idrogeologico, «è un’area abbastanza estesa e coinvolge una popolazione di circa 2mila persone». Sono in corsoi monitoraggi sulle zone più a rischio della città ma, prosegue Colella, «non risultano aree di criticità imminente». E per la salvaguardia del dissesto idrogeologico ci sono anche dei fondi nazionali a disposizione. «Ci sono 5 milioni di euro da suddividere su vari interventi», precisa Stefano Rispoli, assessore ai lavori pubblici, «partirà un primo intervento da 2 milioni per la collina nord, via Arenazze e via Don Minzoni. Altri 500 mila euro destinati alla pulitura dei fossi». E interviene anche il sindaco con un messaggio alla cittadinanza: «Dico ai cittadini di stare tranquilli perché non c’è nessuno rischio imminente», sostiene Diego Ferrara, «vogliamo dare piena consapevolezza ai cittadini su cosa l’amministrazione sta facendo per il dissesto idrogeologico, nonché sul monitoraggio che abbiano attivato e che potenzieremo per la prevenzione di qualsiasi rischio, anche al fine di evitare allarmi ingiustificati». Alla presentazione del Coc hanno partecipato anche Ivonne Elia e Lucia Morretti, funzionarie responsabili dei servizi lavori pubblici e urbanistica, Fabio Stella, assessore alla sanità, e il consigliere Luca Amicone.
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