Frane, terza falla all’acquedotto

24 Marzo 2015

Ancora disagi agli utenti: case all’asciutto lungo la linea principale Lanciano-Poggiofiorito-Villamagna

LANCIANO.

Continua a lasciare strascichi il maltempo dei giorni scorsi. Frane e smottamenti continuano a imperversare sul terreno che, asciugandosi, fa emergere altre fratture che si ripercuotono anche sul servizio idrico. Ieri un guasto sulla condotta idrica principale Castel Frentano-Poggiofiorito-Villamagna, ha lasciato senz’acqua da mattina fino a sera inoltrata contrada Nasuti a Lanciano e i Comuni di Ari, Arielli, Canosa Sannita, Crecchio, Giuliano Teatino, Ortona, Poggiofiorito, Ripa Teatina, Tollo, Vacri, Villamagna.

La condotta, che si trova a Castel Frentano, già aveva subito due rotture nei giorni dell’emergenza maltempo. «È in un punto critico la rottura», spiega il presidente della Sasi, Domenico Scutti, «in un cunicolo sotto l’attraversamento ferroviario all’ingresso di Castel Frentano. Si tratta di tubi in trazione, che si sono staccati per gli smottamenti del terreno. È proprio la posizione, molto difficile da raggiungere, ad aver costretto la società a togliere l’acqua per diverse ore. Per quanto riguarda, invece, la deviazione di 300 metri pensata per aggirare il tratto in frana a Torre Marino della condotta Castel Frentano-Lanciano ,i lavori sono ultimati. Pochi giorni fa il materiale, tra cui tubi di mezzo metro di diametro, è arrivato e i tubi sono stati sistemati. Mancano solo i collegamenti. Un’operazione che richiederà la sospensione dell’acqua. Ma essendo un intervento programmabile, lo comunicheremo in anticipo in modo che i cittadini dei Comuni interressati (Lanciano - nella parte alta della città, quella di Marcianese, Follani, viale Cappuccini- Frisa e Guastameroli, Fossacesia, Mozzagrogna, Santa Maria Imbaro, Treglio, Ortona, Rocca San Giovanni e San Vito Chietino, ndc)possano prepararsi. Cercheremo di essere veloci».

Intanto a Torre Marino la frana continua ad essere monitorata dal Comune, essendoci a monte anche delle abitazioni minacciate dagli smottamenti. Anzi, una casa si è vista spaccare il piazzale e franare una parte a valle. Cosa accaduta anche ad alcune abitazioni a Santa Giusta e Nasuti. Eppure le richieste per il risarcimento danni causati dal maltempo da inviare al Comune entro il 20 marzo per ottenere eventuali rimborsi sono state meno del previsto. «Abbiamo ricevuto una dozzina di richieste», spiega l’assessore ai lavori pubblici, Antonio Di Naccio, «ne aspettavamo di più. Forse è stato difficile quantificare bene i danni. Le richieste le spediremo assieme a quelle del Comune le cui schede sono state in parte già verificate venerdì scorso, quando la Protezione civile nazionale è venuta con noi a visionare le emergenze in corso a Madonna del Carmine, i Bastioni, Santa Giusta e Torre Marino per le quali abbiamo chiesto fondi immediati».

Teresa Di Rocco

©RIPRODUZIONE RISERVATA