Fratellini morti in mare Lo strazio dei genitori

Alessandro e Federico Xu, 14 e 11 anni di Montesilvano, affogano a Ortona Il papà: «Ho provato a salvarli, non ci sono riuscito». Il pm apre un’inchiesta
CHIETI. Papà Fengw e mamma Cunli si abbracciano nel corridoio dell’obitorio di Chieti. Provano a farsi forza a vicenda ora che i figli Zhen e Jiaheng Xu, 14 e 11 anni, per tutti Alessandro e Federico, non ci sono più. L’ispezione del medico legale Pietro Falco conferma che entrambi sono morti per annegamento, risucchiati dalle onde nel mare di Ortona, nella zona della stazione di Tollo, dove stavano facendo il bagno a Ferragosto, in un tratto dove non è prevista la presenza dei bagnini. «Ho provato a salvarli, non ci sono riuscito», ha detto il papà ai soccorritori, con il suo italiano incerto, prima di accasciarsi in spiaggia. Ora due città sono il lutto: Montesilvano, dove la famiglia cinese vive da anni e gestisce il negozio Sol Levante in corso Umberto, e Ortona, quella in cui si è consumata la tragedia.
IL DRAMMA. Giovedì mattina i coniugi Xu e i loro tre figli – il più piccolo è Lorenzo, 4 anni – sono in spiaggia per trascorrere in un modo diverso questo giorno di festa. Prima di pranzo, Alessandro e Federico entrano in acqua. Dopo un po’, cominciano a chiedere aiuto perché il mare mosso li sta portando al largo. Papà Fengw, 42 anni, prova subito a soccorrerli e si butta in acqua per raggiungerli. Anche lui, però, finisce in balìa della corrente. I bagnini degli stabilimenti vicini intervengono non appena scatta l’allarme. Il genitore viene salvato e portato a riva, ma per i fratellini non c’è niente da fare. «A un certo punto», racconta una bagnante, «un’onda li ha scaraventati contro gli scogli». E proprio tra gli scogli, dopo un paio d’ore di ricerche, i sommozzatori di vigili del fuoco e carabinieri recuperano i corpi, a tre metri di profondità, a poca distanza l’uno dall’altro. I genitori, assistiti in spiaggia dagli psicologici, sono straziati da un dolore indicibile.
L’INCHIESTA. Il pm di turno Giancarlo Ciani affida le indagini ai carabinieri del maggiore Roberto Ragucci e alla guardia costiera del capitano di fregata Giuseppe Marzano. I primi accertamenti escludono «responsabilità di terzi». La procura apre comunque, come atto dovuto, un fascicolo senza indagati né ipotesi di reato.
IL DOLORE. Ieri, lo strazio dei genitori si sposta all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Sono circondati da amici e familiari, mentre restano in attesa della restituzione dei corpi. In mattinata arriva anche il sindaco di Ortona, Leo Castiglione, accompagnato dalla consigliera comunale Alessandra Nervegna. Papà Fengw, conosciuto a Montesilvano come Gianni, non si dà pace: fuma una sigaretta nel piazzale dell’obitorio, mimando a un parente cosa è avvenuto il giorno precedente nel mare di Ortona. Poi, entra nel corridoio e si siede accanto alla moglie, per tutti Giulia, adesso sorretta da due amiche che non la lasciano sola neanche un secondo. La camera ardente sarà aperta fino alle 17 di oggi. Dopo il saluto con il rito buddista, sempre in obitorio, ci sarà l’ultimo, breve viaggio verso il cimitero di Montesilvano, dove riposeranno i due fratelli. «Uno accanto all’altro», dice Giulia.
I SINDACI. Il sindaco di Montesilvano, Ottavio De Martinis, ha proclamato il lutto cittadino: ieri le bandiere degli edifici pubblici sono state esposte a mezz’asta, «interpretando il sentimento dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità per la tragica scomparsa dei bambini». Il sindaco di Ortona, invece, risponde così a chi chiede la presenza dei bagnini in tutti i tratti di spiaggia libera: «È stata una tragedia. La zona in cui è avvenuto l’episodio è una delle più controllate della costa, essendoci nel giro di pochi metri tre torrette dei bagnini per via dei vicini stabilimenti balneari. Abbiamo fatto ciò che prevede la legge», conclude Castiglione, «posizionando la cartellonistica necessaria ad avvisare i bagnanti della mancanza del servizio di salvataggio, secondo l’ordinanza da me emessa il 4 giugno scorso».

