«Fraticelli, simbolo della teatinità da trasmettere ai nostri giovani»

Oggi i convegni al Marrucino e al museo e la targa nella casa dove è nato il letterato alla Civitella Nel corso del 2024 incontri nelle scuole, borse di studio per gli studenti e rappresentazioni teatrali
CHIETI. «Un simbolo della teatinità e della cultura abruzzese da trasmettere alle nuove generazioni»: con questo spirito il Comune promuove la celebrazione del centenario della nascita di Raffaele Fraticelli, indimenticato poeta e uomo di lettere che ha visto i natali nel 1924 nel quartiere della Civitella, ed è venuto a mancare nel 2021.
UN SIMBOLO DA TRAMANDARE
«Artista poliedrico, teatino puro, che ha dimostrato grande senso di appartenenza alla città ma anche figura chiave della cultura abruzzese»: così il sindaco Diego Ferrara ha descritto Fraticelli ieri, nella sede municipale, in occasione della presentazione delle manifestazioni programmate per oggi. «Ha espresso la genuinità e l’autenticità dell’anima della sua terra», ha aggiunto Ferrara, «è una figura che va valorizzata e alla quale vanno avvicinati i giovani, cosa che faremo prevedendo, tra le varie iniziative in programma nel corso del 2024, l’istituzione di borse di studio per gli studenti delle superiori».
L’INTITOLAZIONE
«Un artista poliedrico», ha continuato l’assessore Alberta Giannini, che da consigliere è stata la promotrice della mozione, approvata all’unanimità, sull’istituzione delle borse di studio. «A lui, fatti i dovuti passaggi istituzionali, vorremmo intitolare la sala centrale del museo Barbella», ha annunciato Giannini. «Perché non una piazza o un porticato affinché rimanga il suo nome nella toponomastica?», ha suggerito il vicesindaco Paolo De Cesare, rivendicando l’idea di utilizzare alcuni suoi versi per le luminarie natalizie nel 2021. De Cesare ha inoltre scritto al direttore del Marrucino per «istituire un premio in onore di Fraticelli all’interno della rassegna di teatro dialettale, essendo stato anche uomo di teatro e molto legato al Marrucino». Qui, nei prossimi mesi, si pianifica di rappresentare le pièce dialettali “Figlia di Iorio” e “Carminelle di lu vente”. Da ricordare che “Carmine”, secondo nome del poeta, ne era l’alter ego in alcune opere.
LA CERIMONIA DI OGGI
Nel corso dell’anno ci saranno conferenze, letture pubbliche, incontri nelle scuole sulla figura del poeta teatino. Intanto oggi la città onora Fraticelli, con le iniziative ideate da “Chieti nuova 3 febbraio”, “Unitre” e l’ex sindaco Francesco Ricci, e promosse in collaborazione con la famiglia ieri in municipio rappresentata dai figli Paolo e Marco. «La professoressa della d’Annunzio Eide Spedicato, profonda conoscitrice di nostro padre, parlerà di lui al Marrucino (l’evento inizia alle 9.30, ndr)», ha spiegato Marco, «dove il regista Dino Viani mostrerà in anteprima un cortometraggio realizzato con registrazioni dalle quali voleva ricavare un film su Fraticelli. Apporremo una targa in vico Porticella, dove nostro padre da bardascello correva a piedi nudi. Nino Germano ricorderà la sua collaborazione radiofonica trentennale con la Rai, per la quale è stato “speaker ufficiale” del presepe di Rivisondoli, ed è rimasta celebre la poesia sul Venerdì Santo letta nel 1953 in diretta». Lo stesso Marco dovrebbe declamare un paio di poesie del padre. Nel pomeriggio, dalle 17 al museo di piazza Trento e Trieste, interverranno anche monsignor Bruno Forte e Maria Rosaria Grazioso, di “Chieti nuova 3 febbraio”.
UN PATRIMONIO DA SCOPRIRE
Quello che viene offerto alla città oggi e nei prossimi mesi è una parte del grande patrimonio lasciato da Raffaele Fraticelli. «C’è ancora tantissimo da catalogare», ha concluso Marco Fraticelli, «bobine, audiocassette, vhs, testi e pergamene, finanche una miriade di note custodite all’interno di libri e la corrispondenza che teneva con personaggi di primo piano della cultura italiana. Ci piacerebbe condividere con la città il patrimonio ereditato, mettendolo in mostra e rendendolo fruibile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

