Fratocchi: fate presto per salvare il Negri Sud

7 Febbraio 2015

Appello del commissario straordinario ai politici nell’incontro dibattito organizzato dai ricercatori

LANCIANO. «Fate presto. Se si può fare ancora qualcosa, bisogna che lo si faccia adesso, domani potrebbe essere già troppo tardi». È questo il monito di Luciano Fratocchi, commissario straordinario della Fondazione Negri Sud, rivolto alla politica nel corso dell’incontro pubblico organizzato giovedì scorso da un gruppo di ricercatori del prestigioso centro scientifico. La situazione al Negri è ancora in piena tempesta. Il debito accumulato negli ultimi anni è ulteriormente cresciuto (si vocifera una somma intorno ai 7 milioni di euro, ma da settimane non vengono diffusi numeri e dati precisi), i dipendenti sono senza stipendio da 18 mesi e se dovesse esserci una liquidazione si tratterebbe di una liquidazione “a perdere” con il personale (ricercatori e dipendenti) impossibilitato a recuperare quanto non è stato erogato in tutti i faticosi e drammatici mesi di lavoro.

Dal 2005 ad oggi solo un paio di bilanci, secondo l’analisi dei commissari, sono andati in pareggio. Ma giovedì è andato di scena, su iniziativa spontanea di un gruppo di scienziati, l’orgoglio del Negri Sud. Un incontro non incentrato soltanto sui successi nel campo della ricerca scientifica di chi ha fatto grande l’istituto di Santa Maria Imbaro, ma su una serie di importanti testimonianze da parte del mondo dell’impresa, della sanità, dell’ambiente. Tutti, chi ha lavorato al Negri e chi ne ha usufruito in maniera indiretta, hanno gridato forte il bisogno di ricerca sul territorio, in una regione, l’Abruzzo, che non è al nord, che non compare tra le grandi aree sviluppate che trainano il paese, ma che ha tutte le carte per diventarlo.

Il commissario Fratocchi, assieme a due sub commissari, da settimane è al lavoro sui conti del centro di ricerca. Sono state trovate alcune soluzioni per riavere un po’ di respiro, altre sono in via di concretizzazione. Ma bisogna fare in fretta. Politica e finanziamenti devono girare tutti dalla stessa parte, per lo stesso obiettivo. Entro fine mese i commissari dovranno consegnare una relazione al prefetto.

Nel frattempo il centro continua a perdere pezzi. Il capo laboratorio di Epidemiologia ha lasciato il suo incarico, così come tanti altri hanno fatto in passato. Ma i dipendenti che restano continuano ad andare al lavoro tutti i giorni e a proseguire i progetti di ricerca avviati con la stessa tenacia di sempre. «Se non si può salvare il contenitore», commenta un ricercatore, «bisogna salvare il contenuto: uomini e donne che dedicano la propria vita alla ricerca scientifica».

Daria De Laurentiis

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