Frode sul vino, cantine perquisite

18 Settembre 2015

Inchiesta sul Sauvignon: controlli alle aziende di imprenditori locali

SCHIAVI DI ABRUZZO. Ci sono anche le cantine di due imprenditori del Chietino fra le aziende vinicole perquisite nei giorni scorsi nell’ambito di una maxi-inchiesta della Procura di Udine su un presunto giro di contraffazione del vino e, più in particolare, del Sauvignon. L’ipotesi a cui i carabinieri del Nas di Udine stanno lavorando è che il vino sia stato alterato con l’uso di sostanze contrarie al disciplinare di produzione di vini Doc.

Nel corso della produzione, secondo gli investigatori, sarebbe stato aggiunto un esaltatore del sapore che non proviene dalla spremitura dell’uva, bensì da operazioni di tipo chimico. La notizia dell’inchiesta ha suscitato scalpore e curiosità. Ancora di più perché nel mirino delle indagini sono finite le migliori cantine italiane. Diciassette sono quelle passate sotto la lente: 15 sono in Veneto e due sono riconducibili a due imprenditori locali.

Perquisizioni sono state eseguite in numerose aziende del Friuli e in due tenute di fuori regione: l’“Azienda vinicola F.lli De Luca” di Remo De Luca a Mozzagrogna e la “Castel Rio Società agricola” di Ficulle (Terni), amministrata da Valentino Cirulli di Schiavi.

L’aroma aggiuntivo, sul quale indagano i Nas, non risulta in alcun modo dannoso alla salute dell’uomo ma non è previsto per i vini doc e per questo non può essere utilizzato.

La Federazione dei consorzi di tutela vini del Friuli Venezia Giulia in merito all’inchiesta sui Sauvignon si è lamentata e, attraverso le pagine del Messaggero veneto, ha dichiarato che si rischia di mettere in crisi l’intero sistema dell’agroalimentare di tutto il Paese. «Per responsabilità di qualcuno che non si comporta bene», ha detto l’associazione, «rischiamo di mettere in crisi l’intero sistema non soltanto regionale, ma di tutto il Paese». (p.c.)

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