Frutta e verdura, prezzi alle stelle I negozianti: «È colpa del caldo»

Gli aumenti riguardano i prodotti più richiesti dell’estate, ovvero meloni, pesche, angurie e pomodori E i clienti protestano, gli esercenti: «Molti in grande difficoltà, hanno iniziato a comprare a credito»
CHIETI. Frutta e verdura sono ormai diventati un bene di lusso. Il caldo torrido mette a dura prova anche il raccolto della stagione estiva e sui banchi dei negozi arrivano sempre meno prodotti. Così i prezzi di angurie, meloni, pesche e pomodori, i più consumati della stagione, balzano alle stelle.
GLI AUMENTI
«Le cifre sono raddoppiate», dicono i fruttivendoli. Più nel dettaglio: «I pomodori l’anno scorso li vendevo a un euro, ora a uno e cinquanta», spiega Pino Mammarella del Magico frutteto di piazza Garibaldi, «lo stesso vale per le prugne e le arance. I pomodori per fare la passata superano l’euro, quando l’anno scorso stavano ad appena 70 centesimi». Rincari dovuti inevitabilmente allo scarso raccolto avuto quest’anno. «Non c’è più produzione», prosegue Mammarella, «e i costi della frutta sono aumentati, anche se cerco di mantenere prezzi ragionevoli per non far scappare i clienti». Nota gli aumenti anche Alessio Cappitti dell’Antica frutteria, accanto ai tempietti romani. «Le pesche hanno raddoppiato il prezzo raggiungendo i due euro», dice il negoziante, «rimangono stabili solo i prezzi della frutta esotica». Per un cestino di ciliegie si può arrivare a spendere anche «13 o 14 euro». Sulla tavola estiva non può poi mancare l’anguria, anche questa in aumento rispetto allo scorso anno. «Solitamente in questo periodo scende di prezzo e arrivare a un euro al chilo, ora invece è rimasta ferma a un euro e quaranta», spiega Cappitti.
LE CAUSE
Diversi sono i fattori che hanno portato alla stangata sui prezzi. Prima di tutto, c’è il caldo afoso di questi giorni che non solo blocca il raccolto e secca i terreni ma altera anche lo stato di conservazione della frutta e della verdura. «Molti prodotti si rovinano ancora prima di essere venduti», prosegue Cappitti. Anche la pioggia battente dei mesi addietro ha inciso sulla produzione e sui prezzi, così come alcune spese logistiche: «Il rincaro delle materie prime, degli imballaggi e delle spese di trasporto», spiega Alessandro La Valle della frutteria in via Zecca. La crisi climatica, le temperature fuori stagione e i costi della produzione mettono in difficoltà una categoria già in ginocchio per la carenza di manodopera. «Nessuno vuole più lavorare la campagna», prosegue La Valle, «le aziende agricole sono in cerca, ma i giovani non rispondono».
I CONSUMI
Nonostante l’impennata dei prezzi, la maggior parte dei teatini non sembra rinunciare al consumo della frutta estiva che, oltre al benessere fisico, concede anche un po’ di refrigerio. «I clienti si lamentano ma continuano comunque a comprare», dice Daniele Zappacosta del negozio di piazza Malta, «noto, però, che molti hanno sempre più difficoltà a pagare e lasciano segnato per poi passare a fine mese». «I clienti fanno molta attenzione ai prezzi», dice Fabrizio Mammarella dell’omonima frutteria di Porta Pescara, «ma comprano lo stesso perché sono prodotti a cui non si può rinunciare in estate». E anche lui nota il rincaro: «Circa cinquanta centesimi in più su tutto».

