Fu lui a scoprire i risparmi spariti

La procura ha chiuso l’inchiesta. Imputati due dipendenti dell’ex Ipab
CHIETI. È il funzionario che scoperchiò il calderone dei libretti postali dei pazienti che sarebbero stati prosciugati da due dipendenti del "San Giovanni Battisti". Da presidente dell’Organismo straordinario della costituenda Asp, Concezio Tilli, denunciò tutto e la procura avviò un’indagine che portò alla richiesta di un rinvio a giudizio per circonvenzione di incapace da parte della pm Lucia Campo per due persone, la coordinatrice infermieristica Patrizia Cavalli, 64 anni, originaria di Rieti ma residente a Chieti, e la coordinatrice dell’area educativa Marta Mantini, 57 anni di Chieti.
Secondo le accuse, avrebbero “alleggerito” i libretti di almeno cinque donne ricoverate da motli anni nelle ex case di riposo teatine, prelevando ingenti somme di denaro. Erano cinque i casi sospetti quando, nel marzo del 2014, l’inflessibile funzionario presentò il suo dettagliato esposto in procura.
Tilli arrivò agli istituti riuniti nel novembre 2012 come presidente dell’Organismo straordinario che doveva costituire la nuova Azienda di servizi alla persona, riassorbendo tutte le ex Ipab della provincia. Rimase in carica sino al 2014 quando fu rimosso dalla nuova giunta regionale di Luciano D’Alfonso. (a.i.)

