Fulmine abbatte la croce danni al convento dei frati

21 Giugno 2020

Il manufatto di ferro e rame si abbatte sul tetto della chiesa della Natività Padre Luca chiama i fedeli per aggiustare il campanile: tutto tornerà in ordine

GUARDIAGRELE. Un fulmine distrugge la croce di Guardiagrele. Nel corso del temporale che, nei giorni scorsi si è abbattuto sulla cittadina, un fulmine, probabilmente attirato da una antenna internet, ha colpito il campanile dell’antico convento dei Frati minori cappuccini provocando la caduta di calcinacci e della pesante croce in ferro e rame. La croce si è abbattuta sul sottostante tetto dalla chiesa intitolata alla Natività della Beata Vergine Maria, dove sono state danneggiate parte delle tegole.
«Stavo confessando delle suore», racconta il parroco padre Luca Di Panfilo, «quando ho improvvisamente sentito un forte boato ed ho subito pensato ad un fulmine caduto sul convento». Ed è andata proprio così. Passata la conta dei danni, il sacerdote, che ha attualmente in corso diverse opere di ristrutturazione e riqualificazione dell’antico edificio, ha già programmato la ricollocazione della croce nel campanile. «Ora», precisa padre Luca, «grazie anche alla collaborazione di alcuni fedeli ci stiamo preoccupando del rifacimento del piano clausura dei frati, con l’allestimento di una cappella interna e una sala tv e la risistemazione generale delle varie camere. Subito dopo», aggiunge il sacerdote, «andremo invece a realizzare una recinzione dell’orto del convento, fino alla chiesetta all’aperto di San Damiano». Va ricordato che già lo scorso anno il vulcanico frate si era impegnato a far eseguire nell’antico convento fondato nel 1599, una serie di importanti lavori che hanno completamente rinnovato l’edificio, come l’installazione del nuovo sistema di riscaldamento, la sostituzione del vecchio impianto di illuminazione e di tutti gli infissi interni e la ritinteggiatura di numerosi locali.
Per ottobre, infine, il sacerdote si prepara inoltre a far partire il progetto “Famiglie del Vangelo”, rivolto a tutte le famiglie abruzzesi. «Si tratta», spiega padre Luca, «di una pastorale familiare volta a fronteggiare i problemi della famiglia di oggi, dove la convivenza sembra sia diventata impossibile. Una volta al mese, ci saranno dei ritiri a cui sono invitati a partecipare tutte le famiglie della regione, per vivere non solo la spiritualità nella famiglia, ma anche momenti di svago, scoprendo le diverse bellezze del territorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA