Fumata nera nel centrodestra, il candidato sarà deciso fuori città

Il tavolo locale non riesce a fare sintesi sul nome. Tascione (Lega): «Ha esaurito ogni funzione» Giangiacomo (FI): «Fatto grave, in 25 anni la coalizione non ha creato una classe politica adeguata»
VASTO. Il tavolo locale non riesce a fare sintesi sul candidato sindaco e ripassa la palla ai vertici regionali. Ennesima fumata nera per il centrodestra vastese ancora alla ricerca di una candidatura condivisa. Le segreterie locali dei partiti non sono riuscite a trovare la quadra sul nome, anche se l’orientamento prevalente è quello di convergere su Alessandra Notaro, portabandiera dell’aggregazione civica La Buona Stagione finita di recente nel mirino del Pd. A scompaginare la coalizione è stata la notizia della candidatura di Manuele Marcovecchio, consigliere regionale della Lega, smentita ieri dallo stesso presidente della II Commissione. Intanto Guido Giangiacomo, consigliere comunale di Forza Italia, spara a zero.
LA FUMATA NERA «Il tavolo locale ha esaurito ogni sua funzione», spiega l’avvocato Arnaldo Tascione, coordinatore cittadino della Lega, «tutto è rimesso quindi ai decisori regionali. La sintesi verrà fatta da loro». Ma le acque nel centrodestra, dopo l’ennesima fumata nera, sono agitate. «Devo registrare con grande dispiacere che un tavolo locale, che insieme ad altri consiglieri avevo attivato proprio per evitare che il candidato sindaco venisse calato per l’ennesima volta dall’alto, non è riuscito a raggiungere l’obiettivo», commenta Giangiacomo, «vuol dire che in 25 anni il centrodestra non è riuscito a creare una classe politica locale adeguata. La cosa è gravemente offensiva non tanto nei miei confronti, che dopo 25 anni ho deciso di tirarmi indietro un mese fa dalla candidatura a sindaco, ma nei confronti dei giovani consiglieri che hanno fatto un’ottima opposizione. Mi riferisco a Alessandro D’Elisa, Vincenzo Suriani e Francesco Prospero, che secondo me avrebbero saputo ben rappresentare la coalizione», conclude il capogruppo forzista.
LA VICENDA MARCOVECCHIO «La notizia della mia candidatura a sindaco di Vasto non ha alcun fondamento», fa sapere Marcovecchio, che proprio ieri ha annunciato la sua positività al Covid-19 in attesa del tampone molecolare, «sono stato eletto consigliere regionale due anni fa, presiedo una commissione di notevole importanza e intendo svolgere fino in fondo il servizio a favore del nostro territorio. A breve il centrodestra unito saprà certamente trovare al proprio interno la miglior candidatura possibile per restituire alla città un'amministrazione di valore, all'altezza delle sfide che l'attendono». Il nome di Marcovecchio era girato negli ambienti politici del centrodestra all’indomani del tavolo regionale, proprio nel momento in cui la coalizione sembrava volesse convergere verso una personalità civica. L’ipotesi che stava prendendo piede era quella di puntare su Alessandra Notaro, candidata sindaco della Buona Stagione, l’aggregazione civica che si pone in alternativa all’attuale amministrazione di centrosinistra e che in questi giorni è stata oggetto degli strali del Pd e della presa di distanza del coordinatore provinciale di Azione, Alessandro Carbone. Quest’ultimo in contrasto con il responsabile organizzativo regionale del partito di Carlo Calenda, Angelo Pollutri (che è anche animatore della Buona Stagione), ha fatto sapere di scegliere un candidato sindaco alternativo a destre e Pd. Carbone ha precisato che Azione è al lavoro «per la creazione di un comitato e l'individuazione di un suo referente scelto ascoltando gli iscritti in città». Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’ex eurodeputata Daniela Aiuto che nei mesi scorsi si era avvicinata alla “Buona Stagione” e aveva dato la disponibilità a fornire il proprio supporto tecnico sugli affari Ue nella formazione del programma elettorale. «Il mio impegno è promuovere l’attività politica di Azione a Vasto», dice Aiuto, «è naturale che la mia linea politica, anche per amministrative, sia quella di un partito che nasce come argine alle destre sovraniste e ai populismi».
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