Fumogeni e striscioni sotto la Provincia: «Le scuole a rischio»

30 Gennaio 2018

Mille ragazzi degli istituti superiori sfilano in corso Marrucino «Aule a pezzi e senza sicurezza, ma nessuno interviene»

CHIETI. «Scuole unite, non ci vincete». È uno degli slogan gridati ieri mattina lungo corso Marrucino quando almeno mille studenti delle scuole superiori teatine – principalmente alunni dei 4 licei cittadini – hanno sfilato in corteo per chiedere «più sicurezza» nei loro istituti. Meta della protesta, il palazzo della Provincia per cercare di avere finalmente delucidazioni in merito al destino delle scuole che cadono a pezzi.
Intorno alle 9 sono tutti radunati in piazza San Giustino per formare i blocchi: in prima fila ci sono quelli del liceo artistico e coreutico Nicola da Guardiagrele, rimasti senza sede fissa dallo scorso ottobre in seguito alla chiusura del complesso in via D’Aragona, stabile dichiarato strutturalmente insicuro dopo il crollo di una parte dell’intonaco in aula professori. Ma a denunciare «la totale assenza di interesse da parte degli enti di competenza circa la disastrosa situazione degli istituti chietini» sono tutti gli alunni dei licei scesi in strada, ogni gruppo con il proprio striscione – dal classico Vico al pedagogico Gonzaga, fino allo scientifico Masci. Con loro, ad avviarsi verso corso, però, ci sono anche diversi studenti dell’istituto Galiani-De Sterlich e dell’Itis Luigi Di Savoia che lanciarono una mobilitazione sul tema sicurezza poco tempo fa. «A tre mesi dal crollo nemmeno una sigla sotto al protocollo», si legge sullo striscione dell’artistico-coreutico tra fumogeni, cori e bandiere tricolore, mentre la rappresentante degli studenti Luisa Kraja dice: «Vogliamo che sia messo per iscritto il nostro trasferimento definitivo al Ciapi, che era previsto per gennaio», mentre la sede del liceo è ancora divisa tra l’ex Orsoline e il Seminario Regionale.
Il corteo, intanto, arriva in piazza Trinità per un sit-in: «Vogliamo sicurezza: abbiamo classi lasciate nel seminterrato. L’asilo abbandonato dietro la nostra scuola, poi, potrebbe essere uno spazio utile», ricorda il rappresentante degli studenti al Gonzaga Marco Schiazza. «Al di là della mancata manutenzione», continua il rappresentante del classico Francesco Tumini, «siamo costretti a fare assemblee d’istituto in palestra, luogo che non può contenere più di 80 persone». Razvan Iacob, studente rappresentante dello scientifico, pone l’attenzione, invece, sul previsto trasferimento del Masci nell’ex caserma Berardi: «Vogliamo chiarimenti», incalza, «lì i lavori non sono ancora iniziati».
Alla fine, l’arrivo sotto alla Provincia, mentre una ragazza tra la folla accusa un malore e, accompagnata, si stende in strada davanti a piazza Vico. A intervenire prontamente è un’ambulanza del 118: per fortuna niente di grave.
Intanto, 4 studenti dei rispettivi licei riescono a ottenere un incontro, a porte chiuse, con gli uffici della Provincia in compagnia anche del consigliere Arturo Scopino. Ma il presidente dell’ente Mario Pupillo non c’è: «Abbiamo concordato un appuntamento con il presidente e l’ingegner Carlo Cristini, ma il tutto è a data a destinarsi. Chiederemo di mettere per iscritto chiarimenti sulle condizioni di sicurezza dei nostri istituti», raccontano Kraja, Iacob, Tumini e Stefano De Leonardis del Gonzaga.
Anche Alessandro Marzoli, consigliere comunale Pd e candidato alla Camera, è presente alla mobilitazione: «La sicurezza delle scuole è un tema su cui va sempre tenuta alta l’attenzione. Soprattutto circa la grave situazione dell’artistico-coreutico, interesserò di nuovo e a breve il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e quello della Provincia».