Fuoco e botte in cella, condannato

Chieti. Agenti feriti e mandati in ospedale, pena di 2 anni a un detenuto senegalese
CHIETI. Un ex detenuto del carcere di Madonna del Freddo, Ibrahima Sy Thierno, senegalese di 34 anni, è stato condannato a due anni di reclusione dal giudice monocratico del tribunale di Chieti Guido Campli: l’uomo era accusato di danneggiamento, tentata violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.
I fatti sono avvenuti nell’agosto del 2017. Secondo l'accusa, l'uomo distrusse un cuscino dell'amministrazione penitenziaria dandogli fuoco e una finestra del corridoio della sezione in cui era recluso mandandola in frantumi.
Inoltre, afferrando un pezzo di vetro rotto della finestra, minacciò un assistente capo dicendo che avrebbe compiuto atti di autolesivi se non fosse stato trasferito immediatamente. «Io da qui esco solo se mi trasferite immediatamente», ha gridato, «altrimenti esco pieno di sangue, vuoi vedere ispetto’ il mio sangue?».
Sempre secondo l'accusa, con violenza consistita nel tentare di colpire con un violento pugno un altro assistente capo, da lui ritenuto responsabile del diniego della liberazione anticipata appena comunicata, ed altri due assistenti che erano intervenuti per fermarlo e ricondurlo alla calma dal momento che aveva picchiato il compagno di cella che era intervenuto per spegnere il fuoco sprigionato dal cuscino, e ricondurlo nella cella, si opponeva loro mentre compivano un atto del proprio ufficio.
I tre agenti sono stati costretti a farsi medicare al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata e hanno riportato lesioni giudicate guaribili in due casi in tre giorni e, in un caso, in cinque giorni.
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