«Fuoco, fumo e chiodi: il terrore»

La testimonianza di un’automobilista bloccata sull’Asse: un’ora e mezza da incubo
SAN GIOVANNI TEATINO. «Davanti a noi, all’improvviso, abbiamo visto fiamme, chiodi, fumo. Un inferno». Erica Del Vecchio è una delle automobiliste rimaste bloccate sull’asse attrezzato durante l’assalto armato alla sede dell’istituto di vigilanza Sicuritalia-Ivri di San Giovanni Teatino. «Ci siamo trovati incolonnati tra due file di auto», racconta la donna. «Siamo restati in attesa ognuno nella propria macchina, pensando fosse un incidente. Ma continuavano ad arrivare macchine da dietro e, dopo alcuni minuti, ecco le sirene, le volanti della polizia, i vigili del fuoco, le ambulanze. Noi siamo rimasti sempre fermi», prosegue Erica, «tutt’intorno passavano i mezzi di soccorso, sia sulla corsia di emergenza che nel senso di marcia opposto. Con il trascorrere dei minuti, ci siamo spaventati perché non avevamo alcuna informazione. Dentro gli abitacoli si sentivano solo sirene e odore acre di fumo. E noi intrappolati nelle auto, senza poter andare avanti, né indietro».
L’attesa è stata lunga: «Un’ora e mezza», continua la donna, «per la precisione dalle otto e mezza fino alle dieci. Siamo rimasti tutti fermi ed è apparso chiaro che non fosse un semplice incidente. Abbiamo provato ad andare avanti, ma ci ha fermato la polizia dicendo che la strada era impraticabile, impossibile proseguire, in autostrada non ci si poteva arrivare proprio. Lì ho dovuto fare inversione per tornare indietro verso Pescara. Ho preferito proseguire lungomare fino a Montesilvano, per prendere l’A14 e tornare così a casa, allungando tanto il viaggio e rientrando a mezzanotte. Visto quello che è successo, è stato un miracolo essere passati subito dopo la sparatoria», conclude Del Vecchio.
Sull’asse attrezzato, i banditi hanno bloccato la carreggiata con tre automobili e un camion rubati, oltre a una macchina rapinata a un automobilista e data alle fiamme. Solo a notte fonda la situazione è tornata alla normalità. (g.let.)
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