Fuoco in tribunale e l’allarme non scatta

Fiamme si sprigionano all’alba nella cancelleria penale e distruggono decine di fascicoli. I vigili: provocato da un corto circuito
CHIETI. Il fuoco e soprattutto tanto fumo si sviluppano in silenzio. Dalla scrivania, alle carte, ai fascicoli poggiati su una sedia. La fuliggine prodotta da fiamme piccole ma invasive arriva fino alla stanza del presidente del tribunale Geremia Spiniello. Ma il sistema di allarme, che dovrebbe attivarsi alla prima fuoriuscita di fumo, non scatta.
L’incendio si è sviluppato ieri mattina dalle 6 alle 8, dicono i vigili del fuoco, al primo piano dell’ammezzato Galliani, nella cancelleria penale. Accanto non ancora arrivano gli operai che stanno lavorando alla riqualificazione del palazzo di giustizia, rimasto inagibile per metà dal terremoto aquilano dell’aprile del 2009. Gli impiegati, in quel piano vi lavorano una dozzina di persone, vengono fermati da un forte odore di fumo. Allertati i vigili del fuoco del comando di via Masci gettano schiuma dappertutto. Il personale resta fuori.
I pompieri tranquillizzano il personale: dietro quel fuoco non sono nascoste mani dolose. L’incendio, con ogni probabilità, è stato causato da una lampada che è andata in corto circuito. Ma sul posto arrivano comunque poliziotti e poi i carabinieri. I rilievi vengono però fatti dal reparto specializzato dei militari dell’arma che stanno indagando anche se come sembra il caso verrà archiviato ben presto.
Per ora non si sono potuti calcolare i danni. Sono andati distrutti fascicoli, alcune decine, vicino alla lampada andata in corto circuito. Per la maggior parte si tratta di atti che arrivano dall’Aquila. Qualche procedimento in corso, ma a una prima stima sarebbe tutto recuperabile. Sul corridoio, che conduce ai vari uffici, è andato e all’aula udienze è andato completamente distrutto un tavolo, vicino alla macchina per le fotocopie, quello che viene in genere usato dagli avvocati per poggiare cartelle e fascicoli. La fuliggine sta per terra e nell’anticamera del presidente Spiniello. Anche la sua stanza è stata investita da odore acre e fumo e fuliggine si sono insinuati tra le carte. Il salottino è salvo. L’incendio non è doloso. Ma comunque ha causato disagi soprattutto nel lavoro del personale. La dozzina di impiegati che occupa gli uffici penali sono stati dirottati al piano di sotto, negli angusti uffici del Gip e anche nella stanza del centralino e del custode. E anche spazi che saranno inagibili anche oggi per consentire la bonifica.
L’episodio inoltre pone un problema di sicurezza del tribunale. L’allarme anti incendio non ha funzionato e non ci sono vigilanti. Il fatto che l’incendio non sia doloso in questo caso non importa.
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