Furbesco arrestato due volte per evasione

Ai domiciliari per tentata rapina a Konopizza, il 40enne esce da casa e viene sorpreso dai carabinieri
CHIETI. Ha resistito poche ore a casa dove era stato sottoposto in custodia cautelare, ma martedì è uscito due volte. Così Andrea Furbesco, 40 anni, di Chieti, finito ai domiciliari sabato scorso per tentata rapina ai danni di Konopizza, un locale sulla via Colonnetta allo Scalo, è stato arrestato per evasione per due volte nel giro di poche ore, l’ultima però finendo nella casa circondariale di Madonna del Freddo. Nella prima occasione è stato notato da alcuni cittadini in un bar dello Scalo. I carabinieri del Nucleo operativo radiomobile, su disposizione della procura, lo hanno identificato e condotto nuovamente agli arresti a casa. Ma dopo qualche ora Furbesco è evaso di nuovo e questa volta sono stati gli stessi militari a notarlo per le strade dello Scalo. Inevitabilmente, sono scattate nuovamente le manette.
Furbesco, assistito dall’avvocato Antonello Remigio, ieri mattina, dopo una notte nella camera di sicurezza, è comparso davanti alla giudice Isabella Allieri per essere processato con rito direttissimo. Ma il legale ha chiesto i termini a difesa e così l’udienza è stata aggiornata. Furbesco è stato riaccompagnato nel carcere di Chieti.
L’uomo lo scorso sabato avrebbe preteso dei soldi dal ristoratore Enrico Leonello. Lo avrebbe fatto minacciandolo di morte. «Se non mi dai il denaro ti uccido con 21 colpi di pistola», avrebbe detto nascondendo dietro la schiena qualcosa. Poi la colluttazione con il ristoratore che lo avrebbe scaraventato fuori dal locale e l’arresto della polizia.
La difesa, che ha rilasciato una intervista-appello, su il sito del Censorino teatino, sostiene che il suo assistito è estraneo a quello che gli si contesta. Che si tratta di una persona per quanto un po’ strana ma certamente non cattiva. É vero che Furbesco si reca in diversi locali e non sempre la sua presenza, forse qualche volta invadente, è gradita. L’avvocato Remigio, ritiene ci siano alcune incongruenze su come sono stati ricostruiti i fatti di sabato sera e chiede, semmai ci fosse qualcuno disposto a testimoniare in favore del suo assistito, di farsi vivo.
Insomma la tentata rapina di sabato è ancora tutta da chiarire. (k.g.)

