Furgiuele chiede la libertà «A casa con il braccialetto»

8 Aprile 2017

CHIETI. Pur di uscire di galera sarebbe disposto anche ad indossare il braccialetto elettronico l’allenatore di baseball accusato di violenza sessuale aggravata a danno di minori, Riccardo Furgiuele....

CHIETI. Pur di uscire di galera sarebbe disposto anche ad indossare il braccialetto elettronico l’allenatore di baseball accusato di violenza sessuale aggravata a danno di minori, Riccardo Furgiuele. Il suo avvocato, Luigi Antonangeli, ha discusso giovedì pomeriggio la domanda di scarcerazione davanti al Tribunale del Riesame che ha tempo fino a giovedì prossimo per decidere.

L’allenatore di 51 anni di San Giovanni Teatino è accusato di aver abusato dei ragazzini della sua squadra di baseball. Tutti di meno di 13 anni, il più piccolo di otto anni. L’inchiesta condotta dalla squadra mobile della questura teatina, diretta da Francesco Costantini, e coordinata dal procuratore Giuseppe Falasca, è partita da tre casi accertati. Ma, indagando, i casi sembrerebbero diventati già il doppio.

Nell’udienza di giovedì pomeriggio, però, l’avvocato Antonangeli non ha voluto sofferfarmi sui gravi indizi di colpevolezza che hanno chiuso il suo cliente nel penitenziario di Madonna del Freddo, preferendo insistere sulla tesi per la quale la misura cautelare dei domiciliari avrebbe potuto assicurare comunque le esigenze cautelari. «Il reato di cui è accusato il mio assistito», ha detto infatti l’avvocato, «è legato a determinati luoghi. Essendo costretto a casa, anche magari con un braccialetto elettronico, senza la possibilità di comunicare, non potrebbe né reiterare il reato, né inquinare eventuali prove». In base a questo ragionamento, l’avvocato ha concluso dicendo di essere fiducioso su un possibile accoglimento della richiesta di scarcerazione. (a.i.)