Furgoni più grandi prodotti per Toyota Val di Sangro esulta

1 Giugno 2022

Il sindaco Borrelli: c’è posto per precari e nuove generazioni Fiom: stabilizzare i lavoratori a tempo e nuovi impianti

ATESSA. L'accordo tra Stellantis e Toyota riaccende le speranze in Val di Sangro. Dopo mesi difficili, in cui l'arrancare di Sevel dietro alle mancate forniture di componenti ha comportato la perdita di centinaia di posti di lavoro e uno sguardo via via più preoccupato sul futuro, la prospettiva che ad Atessa arrivi il nuovo furgone commerciale di grandi dimensioni targato Toyota spinge a credere ancora nel più grande ed efficiente stabilimento europeo di Stellantis. Al momento non si conoscono i numeri della produzione stimata, ma sicuramente il nuovo veicolo sarà prodotto da Stellantis negli stabilimenti di Gliwice (Polonia) e Atessa e pianificato per la metà del 2024. Il nuovo modello segna il debutto di Toyota nel segmento dei veicoli commerciali leggeri di grandi dimensioni e potrebbe essere una svolta positiva per Sevel grazie alla sua capacità produttiva di 300mila furgoni l'anno.
«L'accordo tra Stellantis e Toyota per la produzione di un veicolo commerciale di grandi dimensioni, compreso un modello elettrico, è un fatto positivo per il nostro territorio», ha commentato con soddisfazione il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, «i volumi sono significativi e questo vuol dire lavoro, oltre il prestigio di produrre, in Val di Sangro, anche Toyota. C'è posto per precari e nuove generazioni. Un'occasione da gestire con soddisfazione e responsabilità». «Questa notizia rappresenta un’opportunità unica e da non farsi sfuggire per far rientrare in azienda i 500 lavoratori somministrati lasciati a casa nell'ultimo trimestre dell'anno scorso», intervengono la segretaria generale della Uiltemp Lucia Grossi e il segretario regionale abruzzese Maurizio Sacchetta, da anni impegnato sulla vertenza, «come Uiltemp, nazionale e regionale, siamo pronti a dare il nostro contributo, utilizzando al meglio tutti gli strumenti contrattuali e le opportunità messe a disposizione dalla bilateralità di settore, utili alla riqualificazione e alla ricollocazione di questa ampia platea di lavoratrici e lavoratori, da non sostituire con un turn-over che sarebbe ingiustificato. Riteniamo che se il nuovo veicolo andrà in produzione nel 2024, bisogna comunque attivare da subito il tavolo permanente sulla somministrazione, già aperto dalla Regione, al fine di avviare un'analisi del fabbisogno formativo aziendale e mettere in campo tutte le risorse necessarie, sia contrattuali che pubbliche, rese disponibili anche dal Pnrr e dal programma Gol, per avviare corsi di formazione e riqualificazione, per arrivare a quella data con le figure necessarie a questo nuovo fabbisogno produttivo».
«Nel 2021 in Sevel c'è stato un considerevole calo dell'occupazione tra interruzioni di trasferte da altri stabilimenti e i circa 600 lavoratori in somministrazione che non sono stati riconfermati», fanno notare Simone Marinelli, coordinatore nazionale Automotive per la Fiom-Cgil e Alfredo Fegatelli, segretario generale Fiom Chieti, «è necessario avviare subito un confronto rispetto al ruolo che avrà Atessa in relazione allo stabilimento "gemello" di Gliwice e sulle prospettive industriali anche per le lavoratrici e i lavoratori dell'indotto. Sevel ha bisogno di investimenti per nuovi impianti e un percorso di rigenerazione dell'occupazione che recuperi e stabilizzi i lavoratori precari che per anni hanno permesso all'azienda di raggiungere utili e volumi record. Bisogna aprire un confronto sulle condizioni di lavoro dei lavoratori che stanno peggiorando per via degli efficientamenti con taglio dei costi sulle pulizie, aumento delle saturazioni e temperature non idonee a svolgere in sicurezza la propria attività. Occorre poi concludere il confronto sul piano industriale con azienda e istituzioni per dare certezze a tutti gli stabilimenti del nostro Paese. Il governo è immobile di fronte alla crisi», conclude Fiom, «i soli incentivi alla domanda non bastano a rilanciare il settore dell'auto. Per questo è necessario che venga convocato il tavolo con i ministeri competenti».
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