Furti con spaccata a Vasto, arrestato lancianese di 26 anni

19 Gennaio 2015

Mauro Cupido è accusato di una serie di furti realizzati sfondando le vetrine dei negozi

VASTO. È stato notificato al supercarcere di Lanciano, dov'è recluso dallo scorso 7 gennaio, il nuovo provvedimento cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Mauro Renato Cupido, 26 anni, di Lanciano, disposto dal gip di Vasto per una serie di furti nei negozi a Vasto, avvenuti dall'estate all'autunno scorsi, sui quali ha indagato il locale commissariato. Cupido, unitamente all'amica Tomassina Ranalli (25), ugualmente di Lanciano, era stato infatti arrestato due settimane fa per analoghi fatti, su indagine congiunta della polizia e dei carabinieri, essendo ritenuto responsabile di furti con spaccata sulle vetrine in sette negozi di Lanciano, avvenuti dal 23 settembre al 24 ottobre scorsi. In entrambi i casi Cupido è stato riconosciuto in alcuni filmati di videosorveglianza.

L'operazione è stata condotta dall'Anticrimine di Vasto su disposizione del Tribunale di Vasto: dalle indagini effettuate da personale del Commissariato di Vasto è emerso che i furti erano stati perpetrati con lo stesso «modus operandi» e che quasi tutti gli esercizi commerciali avevano in dotazione sistemi di videosorveglianza malfunzionanti o addirittura assenti. Tuttavia, in seguito all'estrapolazione di alcune immagini utili gli operatori hanno potuto rilevare che il ladro indossava sempre una felpa con cappuccio, una tracolla e delle scarpe da tennis e utilizzava un mattone per sfondare le vetrine.

Il giovane, a seguito di incessanti accertamenti e controlli effettuati nel giro della locale microcriminalità veniva individuato da personale della Squadra Anticrimine in centro città, in compagnia di altro pregiudicato, e veniva fermato ed accompagnato negli Uffici del Commissariato per essere sottoposto ai rilievi dattiloscopici.

Oltre a presentare caratteristiche somatiche molto simili a quelle dell'autore del furto, il giovane indossava, inoltre, le stesse scarpe e la tracolla utilizzate in occasione dei reati. Una volta interrogato ammetteva le proprie responsabilità, confermate, inoltre dai riscontri e dalle comparazioni effettuate dal personale della Polizia Scientifica del Commissariato. A seguito della perquisizione personale effettuata presso il proprio domicilio di Vasto veniva rinvenuto un computer portatile sottratto in occasione di uno dei furti commessi, il quale veniva restituito al legittimo proprietario. Alla luce dei fatti, il Giudice del Tribunale di Vasto emetteva ordinanza applicativa di misura cautelare degli arresti domiciliari che veniva notificata al giovane in carcere ove lo stesso si trova ristretto per aver commesso reati della stessa indole in altre località.