Furti d’auto: in nove a processo

L’indagine sul colpo messo a segno in un’officina del Frentano portò a scoprire anche lo spaccio
LANCIANO. Nove persone sono state rinviate a giudizio per furti d’auto e spaccio di droga. Il gup Marina Valente, ha diviso in due l’inchiesta che ad aprile portò i carabinieri della compagnia di Lanciano e di Ortona ad effettuare quattro arresti e diciotto denunce. Cinque andranno a giudizio con rito ordinario il 9 marzo 2016, altre quattro hanno chiesto i riti abbreviati da discutere il 2 marzo.
A processo, il 9 marzo 2016, finiscono Stefan Catalin Popa, 24 anni, e Andrei Petru Vitega, 23, entrambi romeni residenti a Lanciano, accusati di furto; Armand Hasa, 27enne albanese, per furto e spaccio di droga; Carlo Pasquale Zoccola, 37 anni, di Torre del Greco, e Carmine D’Amario di Lanciano per droga. Risponderanno di spaccio di droga (in alcuni casi è contestata anche l’associazione a delinquere) Giuseppe D’Urso, 36 anni, di Napoli, Fabiana Meletti, 37 anni, Gessica Roberta Angelucci, 27enne di Lanciano, e Fabio Muriello, 25, di Aversa, che andranno alla sbarra con riti abbreviati.
Il furto contestato a Popa, Vitega e Hasa risale al settembre 2014 e sarebbe stato commesso ai danni dell’officina Top Service Cerrone a Mozzagrogna. Per il sostituto procuratore Rosaria Vecchi, che seguì le indagini ed era in aula a chiedere il rinvio a giudizio, i tre avrebbero forzato l’ingresso dell’autofficina e rubato tre auto, le chiavi di accensione di altri veicoli, due pc e una somma contante di circa 400 euro. Da questo furto partì l’inchiesta perché i carabinieri scoprirono che il terzetto era autore di altri furti di autovetture avvenuti a Lanciano e in altre zone della provincia. Seguendo la pista dei furti di auto, i militari hanno poi scoperto una fiorente attività di ricettazione e spaccio di marijuana, che sarebbe stata messa in piedi dalla Meletti e da Hasa. Popa e Vitega -che è ai domiciliari perché finito nella retata fatta due settimane fa dai carabinieri per i furti d’auto su commissione nella provincia- continuano a negare ogni addebito.
Ad Angelucci, D’Urso e Muriello è contestata, invece, l’associazione a delinquere per reati contro il patrimonio, in particolare furti commessi in alcuni ipermercati di Pescara. Soprattutto per Mauriello e D’Urso, c’è anche la ricettazione della merce. Gli altri rispondono di spaccio di droga. Una indagine complessa, come complessi e diversi sono di reati di cui i nove dovranno rispondere a processo. Quel che è certo è che i due filoni principali dell’inchiesta, ovvero i furti di auto e lo spaccio di droga, sono i due reati che hanno imperversato in città dall’inizio dell’anno ma che, con gli arresti operati da carabinieri e polizia, hanno fortunatamente avuto una battuta d’arresto. (t.d.r.)
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