Furti e malavita organizzata Le città non sono più sicure

Ecco in anteprima i dati del questionario sottoposto a un campione di residenti Saranno presentati nel convegno di domani con il procuratore antimafia Roberti
VASTO. Ritengono di vivere in città poco sicure, in un territorio ad alto rischio di infiltrazione da parte della malavita organizzata e che la chiusura del tribunale farebbe perdere un importante presidio di legalità. Mantengono alta, però, la fiducia verso le forze dell’ordine, anche se una loro maggiore presenza e più controlli sul territorio, unitamente al potenziamento della videosorveglianza, sono considerati indispensabili per migliorare la sicurezza in città. Ecco come i cittadini di Vasto e San Salvo percepiscono la sicurezza e la legalità nelle due città, dove la cronaca continua ad essere ricca di furti, rapine a mano armata e incendi d’auto. Lo spaccato, emerso dal sesto sondaggio condotto da Spindoctoring, sarà presentato domani in un convegno a cui partecipa il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti.
INFILTRAZIONI MAFIOSE. E, per la prima volta in sei anni, compare la parola mafia tra i reati ritenuti di maggior allarme sociale nelle due città, attestandosi intorno al 3% sia per la città di Vasto che per quella di San Salvo. Ma sono il 55% dei cittadini vastesi intervistati e il 48% di quelli sansalvesi a ritenere il territorio a rischio infiltrazione da parte della malavita organizzata. Sono per lo più cinque i motivi che inducono i residenti delle due città a pensarlo. Prima di tutto perché il Vastese è un territorio ricco e appetibile, con un tessuto industriale sempre più in ripresa e le opportunità legate al turismo. Non viene sottovalutata la presenza di pentiti in zona (come il collaboratore di giustizia Lorenzo Cozzolino) né la vicinanza geografica a Puglia e Campania. Per alcuni intervistati le infiltrazioni mafiose non sono un rischio, ma già realtà. Infine, sono possibili perché ne parlano i giornali.
CITTÀ POCO SICURE. Per il 57,6% dei vastesi e per ben il 63,9% dei sansalvesi le città in cui vivono non sono sicure. Agli intervistati è stata chiesta una valutazione da 1 a 10 (1: per nulla, 10: totalmente). A Vasto la maggioranza, il 34,8%, dà una valutazione sufficiente (6), ma il totale dei voti insufficienti ammonta a oltre la metà degli intervistati. A San Salvo la percezione di insicurezza è maggiore: quasi il 64% dà una valutazione più o meno insufficiente. I motivi sono individuati nella presenza di troppi immigrati ed extracomunitari, nei furti in costante aumento, nella paura e nel territorio poco controllato.
LE ISTITUZIONI. Malgrado la percezione di scarsa sicurezza, resta alta la fiducia nelle istituzioni. Il 72% dei vastesi e il 75,9% dei sansalvesi si fidano delle forze dell’ordine. Il resto degli intervistati (28% a Vasto e 24,1% a San Salvo) non ha fiducia per la scarsa presenza sul territorio o nelle ore notturne o perché ha una visione negativa delle forze dell’ordine. Anche l’azione della magistratura viene considerata per lo più efficace. Anche se in questo caso i più ottimisti sono i residenti di San Salvo.
REATI. In cima alle preoccupazioni di vastesi e sansalvesi ci sono furti e spaccio. Nel periodo in cui è stato realizzato il sondaggio (novembre-dicembre 2016) a San Salvo è stato creato un comitato per la sicurezza a cui hanno aderito un centinaio di imprenditori. Se da un lato i social amplificano anche episodi minori, dall’altro i furti toccano tutti, privati e aziende. E l’escalation è continuata anche nel 2017. Al terzo posto ci sono le rapine. L’ultimo episodio risale a giovedì scorso quando, a Vasto, banditi armati hanno preso di mira un discount. «Il reato di corruzione, sempre sottovalutato e mai oltre il 5%, oltrepassa per la prima volta in sei anni il 10%», sottolinea inoltre Christian Lalla, che ha realizzato il sondaggio.
TRIBUNALE. Una sottile maggioranza (52% a Vasto e 51% a San Salvo) è a conoscenza del rischio chiusura dal 2018 per il tribunale vastese. Gli intervistati, però, ignorano per lo più che vi si siano celebrati importanti processi alla criminalità organizzata infiltrata nel territorio, ma in tanti (65 e 63%) ritengono che un’eventuale soppressione renderà meno sicura l’area vastese.
IL CONVEGNO. Oltre al procuratore antimafia Roberti, al convegno di domani (ore 17 al teatro Rossetti) saranno presenti il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli e il procuratore capo Giampiero Di Florio. Modera la tavola rotonda Christian Lalla, giornalista e presidente incoming del Rotary Club Vasto.
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