Furti nelle ville, arrestati due ladri acrobati

La Polizia stradale di Lanciano rintraccia due componenti della banda che, insieme ad altri complici, nel 2014 hanno commesso furti a Fossacesia, Rocca San Giovanni, Lanciano e Ortona. La loro base era a Fossacesia Marina
LANCIANO. Due ladri appartenenti a una banda specializzata nei furti in villa sono stati arrestati alle prime luci dell'alba di stamane a Bari dal personale della Polizia Stradale di Chieti e del Distaccamento di Lanciano, coadiuvato da personale del compartimento della Polizia Stradale di Bari, su iniziativa della Procura della Repubblica di Lanciano. A finire in carcere con misure di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, sono due giovani: Gianluca Saccente, di 24 anni, e Velio Terzulli, di 27, entrambi di Bari. In base all’indagine condotta dal Distaccamento di Polizia Stradale di Lanciano e coordinata dal Procuratore Capo Francesco Menditto, i due sono accusati di essere gli autori di una serie di furti in abitazioni avvenuti a Fossacesia, Rocca San Giovanni, Lanciano e Ortona.
La banda, composta da una cellula di 5 baresi, tutti indagati, aveva scelto come base operativa Fossacesia Marina e i reati contestati sono riferiti al periodo settembre-dicembre 2014. Queste le particolarità del modus operandi del gruppo: attenta pianificazione degli obiettivi da colpire, ville ed appartamenti preferibilmente non allarmati che nel nostro territorio sono la maggioranza; verifica circa la possibilità di occultare la merce rubata appena consumato il furto e ridurre così al minimo il rischio di essere fermati dalle forze dell'ordine con la refurtiva; utilizzo di auto rubate per il compimento dell’attività criminale. Di qui la necessità di una base operativa sul territorio per occultare le auto rubate, individuata in un’area condominiale di Fossacesia Marina, utilizzandole esclusivamente per i raid notturni, mentre durante il trasferimento dal capoluogo pugliese la banda si muoveva solo con auto "pulite" di proprietà. L’indagine ha posto in luce l’affiliazione della banda ad un’organizzazione ben più ampia, specializzata nell’individuare all’interno delle abitazioni di un certo rilievo la posizione della cassaforte, aprirla ed impossessarsi del suo contenuto. Gli obiettivi preferiti sono stati ovviamente denaro e gioielli ma i malviventi nei colpi messi in atto non disdegnavano materiale informatico e Hi Fi.
Si è verificato che tutti i componenti della banda possiedono una spiccata abilità ad arrampicarsi all’esterno delle abitazioni e utilizzando grondaie, canali e balconi, riescono ad arrivare ad altezze inimmaginabili, come 4° o 5° piano di un condominio (da quì il nome dell'operazione "Uomo Ragno").
Durante le azioni delittuose si è riscontrato una spiccata pericolosità dei componenti di questa cellula malavitosa. Infatti, sia gli arrestati che gli altri indagati, più volte, per sottrarsi ai controlli e rimanere impuniti, si sono resi responsabili di comportamenti violenti contro alcuni appartenenti alle forze dell’ordine che, o casualmente, o durante servizi di contrasto specifico, hanno incrociato sulla loro strada. Due episodi su tutti; nello scorso mese di ottobre, dopo alcuni furti commessi ad Ortona e la successiva fuga con un auto rubata c’è stato un tentativo d’investimento di un carabiniere che era intervenuto per bloccare i responsabili, evitato solo grazie alle capacità fisiche del militare e inoltre a dicembre, nel corso di una tappa di trasferimento della banda di rientro a Bari con della refurtiva al seguito, un tentativo di controllo da parte degli agenti del Commissariato di Barletta si è concluso con un rocambolesco inseguimento terminato con decine di auto distrutte ed alcuni feriti. Nella circostanza veniva arrestato solo uno dei componenti del gruppo.
Le indagini, durate alcuni mesi, e magistralmente compiute dagli investigatori del Distaccamento della Polstrada di Lanciano che con modalità tradizionali e tecniche, hanno identificato i componenti e sgominato la banda. Significativo per l’identificazione di uno dei due catturati oggi il supporto fornito dal personale della Squadra di Polizia Scientifica del locale Commissariato. Dopo l’arresto Saccente e Terzulli sono stati rinchiusi nel carcere di Bari in attesa dell’interrogatorio di garanzia da parte del gip. "L’operazione Uomo Ragno", specifica il comunicato della Stradale "aggiunge un ulteriore ennesimo tassello ai brillanti risultati conseguiti nell’ultimo quinquennio dagli investigatori del Distaccamento di Lanciano, con alla guida il loro comandante Renato Menna, ottimamente coordinati dalla locale Procura della Repubblica, sempre attenta e sensibile a contrastare con ogni mezzo possibile l’odioso fenomeno dei furti commessi all’interno delle abitazioni di cittadini inermi". Proseguono le indagini dirette ad identificare gli autori di altri furti in abitazione commessi con modalità analoghe a quelle poste in essere dagli arrestati. A tal fine sarà di fondamentale ausilio la collaborazione delle parti offese nel fornire ulteriori particolari utili, anche alla luce dei due arresti oggi eseguiti.

