Fusco, pm dei grandi scandali tiene lezione anti-corruzione

CHIETI. La corruzione dei costumi premia la mediocrità. A dirlo fu soprattutto Leonardo Sciascia, ieri nella sala consiliare della provincia lo ha ricordato il sostituto procuratore Eugenio Fusco, l’i...
CHIETI. La corruzione dei costumi premia la mediocrità. A dirlo fu soprattutto Leonardo Sciascia, ieri nella sala consiliare della provincia lo ha ricordato il sostituto procuratore Eugenio Fusco, l’illustre 52enne teatino che dopo manipulite nel ’92, arriva alle indagini su Calisto Tanzi, per lo scandalo Parmalat. E poi il caso che coinvolse Giovanni Consorte fino al 2010, quando affronta la questione Aldo Brancher, (Bpi-Antonveneta), per arrivare all’inchiesta Finmeccanica. L’iniziativa di ieri pomeriggio “La corruzione dilagante e la sua rilevanza sociale e penale. Il valore economico della legalità” non poteva che vederlo protagonista proprio nella sua Chieti, a introdurre Guido Mammarella che recita passi significativi sul tema centrale riportando i moniti dei Discorsi di Machiavelli e passi tratti da I Vecchi e i Giovani di Pirandello. Il tutto organizzato dall’associazione “Amici del Liceo Scientifico F. Masci” con gli interventi iniziali della presidente Marta Albanese.
Corruzione, mafia, istituzioni e prevenzione le parole d’ordine del convegno nella sala piena: «Leggi più severe non bastano» dice Fusco «occorre modificare i costumi, ci vuole molto tempo. Quando la corruzione è così diffusa e la si considera una sorta di male necessario è difficile andare avanti e ripartire. Sta mancando il rispetto delle regole minime per la convivenza» continua Fusco. Perché la corruzione non è solo quella raccontata sulle prime pagine dei giornali: «si annida nei nostri gesti quotidiani» prosegue il Pm, ricordando le parole in merito che pronunciò Papa Francesco nell’aprile del 2015. (e.r.)

