Fusione Chieti-Pescara, giochi fatti?
Camere di Commercio: già decise le alleanze, ma i teatini sono troppo divisi
CHIETI. Documenti presentati, bocche cucite. L’iter di fusione tra le due Camere di commercio di Chieti e Pescara va avanti rispettando la consegna del silenzio. Nessuno vuole esporsi, è ancora troppo presto per azzardare previsioni, eppure i manovratori sono già al lavoro. Lunedì scorso è stato portato a termine il secondo step del calendario di fusione.
Le diverse associazioni di categoria che compongono l’ente camerale si sono “pesate”. Con una documentazione codificata hanno mostrato cioè la loro consistenza. In base a tale consistenza verrà assegnato loro un posto di rappresentanza nel consiglio camerale.
I futuri consiglieri della nuova mega Camera saranno 33. Tre seggi vengono assegnati uno ciascuno ai sindacati, alle organizzazioni di tutela dei consumatori e agli ordini dei liberi professionisti senza che queste categorie presentino i documenti in base alla loro consistenza. Gli altri seggi sono così ripartiti: 4 all’agricoltura, 4 all’artigianato, 6 all’industria, 6 al commercio, 2 al turismo, 1 a testa alle cooperative, trasporti, credito, 4 ai servizi e 1 riservato per altri settori.
Ma letti così questi numeri dicono poco. Perché un’altra cosa che pesa è il gioco degli apparentamenti tra le varie associazioni. Lunedì scorso scadeva anche il termine per presentare le coalizioni.
Molti apparentamenti sono stati fatti per affinità: Cia Chieti Pescara, ad esempio, si è apparentata con Copagri Chieti, Copagri Pescara e Confagricoltura Chieti. Mentre Coldiretti Chieti è rimasta fuori dalla parentela con le altre associazioni degli agricoltori. Ma il blocco più forte sembra quello confindustriale: Confindustria Chieti Pescara si è apparentata con Confesercenti Chieti, Confesercenti Pescara, Upa, Cna Chieti, Cna Pescara e Confcommercio Pescara. Confcommercio Chieti non ha seguito la sorella pescarese preferendo restare da sola.
Al momento, dunque, è facile pensare che il futuro presidente sarà un industriale. In pole position dunque dobbiamo mettere i due uscenti, entrambi esponenti di Confindustria, Roberto Di Vincenzo, da un anno alla presidenza della Camera di commercio di Chieti, e Daniele Becci, da oltre sette sette alla guida di quella pescarese.
Dal sistema degli apparentamenti può venir fuori anche un’altra lettura: il mondo pescarese appare più compatto, quello teatino più diviso. E così è possibile che il super presidente arrivi proprio da lì. (a.i.)

