Gaffe del Giro: Chieti nel Pescarese

Dopo le proteste sui social corretto l’errore sulla mappa della tappa del 14 maggio
CHIETI. Che non si dica che Chieti è in provincia di Pescara. Vale anche per chi ha allestito il sito ufficiale del Giro d’Italia, che si accorge della gaffe in cui è caduto qualche giorno fa e, poco dopo, vi pone rimedio.
Nella mappa web relativa all’altimetria della nona tappa - quella di domenica 14 maggio con partenza da Montenero di Bisaccia e arrivo sulla Maiella - infatti, la zona compresa tra San Vito Chietino e Roccamorice, fino al punto situato poco prima dell’arrivo del Blockhaus, è stato erroneamente contrassegnato come “Provincia di Pescara” con tanto di sigla “Pe” in calce.
Una gaffe, perché, oltre alla stessa località di San Vito sono state “incluse” nella provincia di Pescara anche Ortona, Ripa Teatina, Francavilla al Mare, e lo stesso capoluogo di Chieti. L’errore è stato tempestivamente notato, e ha iniziato a fare il giro sui social network, in particolare su Facebook. Poi tutto è tornato al suo posto: se si consulta il sito ufficiale del Giro, si vedrà che quell’altimetria fa ora corrispondere il territorio teatino da San Salvo, per arrivare fino a poco prima di Manoppello Scalo.
Includendo - giustamente, anche se sembra quasi assurdo doverlo stare a ricordare - anche il Colle e lo Scalo.
La nona tappa: quella che partirà da Montenero di Bisaccia, che per la prima volta festeggia il Giro, dopo Francavilla al Mare proseguirà verso l'interno per attraversare Chieti “breve ascesa a volte con pendenze elevate su brevi tratti” ricordano sul sito ufficiale, dove è posto il traguardo volante. Si lascerà la strada statale 5 per raggiungere Manoppello e Lettomanoppello “su strade più strette a tratti con fondo usurato”.
E dopo Roccamorice inizierà la salita finale di tredici chilometri, “tutti in salita, su strada stretta con numerosi tornanti” che porteranno in cima al Blockhaus. Intanto è iniziato il fermento che, da sempre, contraddistingue il Giro nel suo coinvolgimento emotivo. Intanti stanno preparando striscioni e bandiere.
Edoardo Raimondi
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