Galliano Magno raccontato ai teatini

4 Dicembre 2015

Era l’avvocato orsognese che difese la vedova di Matteotti nel processo farsa ai fascisti

CHIETI. Giacomo Matteotti, il difensore civile degli italiani dalla violenza fascista, e Pasquale Galliano Magno (foto), difensore civile di Matteotti nel processo farsa che si tenne a Chieti nel 1926 agli assassini del simbolo del socialismo progressista. Le loro storie s’incrociarono, quasi per caso, il primo maggio del 1920 quando Matteotti sfilò in corteo lungo corso Marrucino, e Galliano Magno rimase affascinato da quell’uomo buono, onesto e tenace. Le loro storie si incontreranno nuovamente oggi, sempre sul Corso, nella sala consigliare della Provincia dove, alle 15,30, l’Ordine degli avvocati di Chieti, presieduto da Pierluigi Tenaglia, ha invitato Claudio Modena per parlare del suo saggio “L’avvocato di Matteotti”. Tra i relatori, insieme a Modena, compaiono i coautori, gli storici Filippo Paziente e Nicola Palombaro, e il professore Angelo Sabatini, presidente della Fondazione Matteotti. Una platea qualificata, con giudici e magistrati, tra cui il presidente del Tribunale Geremia Spiniello e il procuratore capo, Pietro Mennini, il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, il simbolo delle toghe teatine Luigi Orsini, il professor Massimiliano Mezzanotte e Alberto Aghemo, segretario della Fondazione Matteotti, parteciperà al dibattito sulla difesa dei diritti, l’equità della giustizia e il ruolo dell’avvocato. Il punto di partenza è un saggio che ha l’intensità di un romanzo perché le vite dei due protagonisti, Matteotti e Magno, entrambi avvocati, sono stata intense, ricche e romanzata. Vite parallele che tornano ad incrociarsi nella città che si porta dietro un senso di colpa ancestrale per un processo farsa.(l.c.)