Gara da 8 milioni per 90 rifugiati

Scade il 22 il bando per l’affidamento del servizio Sprar. Bendotti: il centro di Villa Elce chiuderà
LANCIANO. Potranno essere fino a 90 i richiedenti asilo e beneficiari di protezione internazionale, tra cui anche famiglie, donne e bambini, che saranno accolti in città nei prossimi mesi. La centrale unica di committenza di Lanciano-Ortona-Treglio ha pubblicato lo scorso 18 dicembre il bando di gara europea per l’affidamento del servizio Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) del Comune di Lanciano. Il termine per la presentazione delle offerte da parte degli operatori interessati è fissato alle 13 di lunedì 22. Il servizio Sprar era stato approvato lo scorso maggio dal consiglio comunale con nessun voto contrario e risponde ai criteri del ministero dell’Interno. I rifugiati, o titolari di protezione internazionale e umanitaria, saranno ospitati in strutture di seconda accoglienza e destinati ad essere accolti in città dai 18 ai 24 mesi, nel rispetto e in attuazione dell’articolo 10 della Costituzione, terzo comma: “lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”. L’importo a base d’asta a cui dovranno rispondere le cooperative o associazioni interessate è di 8.303.515 euro, per il triennio 2018-2019-2020. Oltre al calcolo di 42,09 euro per persona al giorno, moltiplicato fino ad un massimo di 90 ospiti per 1.096 giorni per il triennio, vengono inserite anche le spese per il personale, per la gestione e attuazione delle attività progettuali Sprar e quelle per il revisore indipendente. «Con l’adesione al sistema Sprar», spiega l’assessore alle Politiche sociali Dora Bendotti, «si eviterà la situazione, incontrollata e incontrollabile da parte del Comune, dei Cas, i centri di accoglienza straordinaria, che agiscono in regime di emergenza e, dunque, non prevedono sistemi capillari di controllo. Lo Sprar vede non solo l’ente come parte integrante del progetto, ma anche il controllo e la gestione diretta dell’accoglienza dei migranti. Inoltre il numero dei migranti è bloccato a 90; nel caso dei Cas, con persone di prima accoglienza, si poteva arrivare anche a 200». La localizzazione degli alloggi Sprar sarà a carico dell’aggiudicatario e, per volere dell’amministrazione, riguarderà un sistema di alloggio “diffuso”, in modo da non ghettizzare e isolare gli ospiti, con un punteggio maggiore per i progetti che presenteranno un’ospitalità non superiore a 10 persone per unità immobiliare. «Vogliamo contestualizzare e integrare questa realtà con il territorio», prosegue la Bendotti, «così come è stato fatto per il Cas di Villa Elce che, però, proprio a seguito dell’adesione al sistema Sprar, verrà chiuso. Tengo a precisare una cosa: in tanti si lamentano dei ragazzi che fanno accattonaggio in città e li associano agli ospiti di Villa Elce. Non è così, non si tratta delle stesse persone. Delle situazioni di accattonaggio si occupano le forze dell’ordine».
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