Garante dei diritti dell’infanzia: ecco chi sono i nove candidati

10 Giugno 2022

CHIETI. Sono nove le candidature arrivate al Comune per la nuova figura del Garante dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Il bando comunale è scaduto alla mezzanotte del 5 giugno: hanno...

CHIETI. Sono nove le candidature arrivate al Comune per la nuova figura del Garante dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Il bando comunale è scaduto alla mezzanotte del 5 giugno: hanno risposto sei donne e tre uomini.
Le donne sono l’avvocatessa teatina Maria Luisa Tomeo, la collega del foro di Chieti Monia Scalera, componente della Commissione adozioni internazionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la psicoterapeuta Margherita Montemurro, l’avvocatessa teatina Matilde Gianmarco e le educatrici Carla De Iuliis e Melissa Gialloreto. Le candidature maschili sono quelle dell’oculista teatino Modesto Lanci, del sociologo Gianluca Troiano e dello psicoterapeuta Giuseppe Rasetti. Starà ora al Comune fare una scelta, valutando i curriculum dei candidati. La figura è una novità per l’amministrazione comunale teatina. È stata istituita dalla delibera del consiglio comunale del 24 maggio 2021, su richiesta della consigliera Barbara Di Roberto (Partito democratico) con requisiti, ruoli e funzioni definiti dal relativo Regolamento. Il Garante resta in carica per tutto il mandato amministrativo del sindaco Diego Ferrara e opera in regime di prorogatio secondo quando dispongono le norme legislative in materia. L’incarico è rinnovabile non più di una volta.
«Il Garante dei diritti per l'infanzia e l'adolescenza», hanno detto alla vigilia della scelta il sindaco e gli assessori all’infanzia e alle politiche sociali Teresa Giammarino e Mara Maretti, «dovrà essere scelto fra persone di indiscusso prestigio e che vantino un’esperienza consolidata e di qualità sul fronte delle materie giuridiche, ma anche psicologiche, sul sociale, in ambito pedagogico e didattico, doti educative importanti per un ruolo che ha una valenza delicatissima. Non sono eleggibili i membri di cariche pubbliche elettive (nazionali, regionali e comunali); né i membri degli organismi dirigenti nazionali, regionali e locali, di partiti politici e associazioni sindacali e di categoria. Una figura di garanzia e super partes, insomma, perché tali devono essere le tutele per i bambini ai quali è rivolta la nostra azione amministrativa più sensibile».
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