Gas dai siti contaminati L’Arta: controlli nelle case

8 Novembre 2017

Tecnici in Comune per esaminare i progetti di bonifica dei terreni della Sixty Log Il direttore Chiavaroli chiede analisi sull’aria: c’è il rischio di esalazioni tossiche

CHIETI. Controlli per cercare veleni sotto terra e controlli anche nelle case di via Penne. Ieri, nella Conferenza dei servizi dedicata al sito contaminato della Sixty Log, il direttore dell’Arta Francesco Chiavaroli ha dato la sua direttiva: servono nuove analisi nella zona di Chieti Scalo e, stavolta, al centro dei rilevamenti non ci saranno soltanto terreni e falda acquifera ma anche l’aria che i residenti respirano. Aria alla quale potrebbero mischiarsi esalazioni di gas provenienti dai siti inquinati.
Dal 2008 il sito della Sixty è sotto osservazione insieme ai terreni dei confinanti, la Seab e la Mantini ed è inserito nel Sir di Chieti Scalo e cioè un sito di interesse regionale per l’inquinamento. Nel 2011 è stata scoperta la contaminazione della falda acquifera all’interno del sito industriale. Un inquinamento rilevante che, nel 2013, ha costretto a un intervento di messa in sicurezza d’emergenza (Mise) attraverso la costruzione di due pozzi profondi 18 metri per il trattamento delle acque di falda. Una messa in sicurezza che ha ridotto ma non azzerato l’inquinamento. Nel 2016, il Comune ha eseguito nuovi controlli su «altre aree critiche» della zona: «Tra queste», dice la relazione del funzionario comunale Mario Salsano, «vi sono le aree di proprietà della Sixty Log srl unipersonale situate all’esterno dello stabilimento ove è risultato il ritrovamento di gas in sede di realizzazione (interrotta) del piezometro Pz1 a cura del Comune». Significa che, durante gli scavi a una profondità di 12,7 metri, si è registrata «una improvvisa quanto inaspettata risalita di gas» dal terreno inquinato e i lavori sono stati fermati «immediatamente». Inoltre, con gli stessi controlli, il Comune ha scoperto inquinamento da cloruro di vinile anche a valle dello stabilimento Sixty. Nella riunione di ieri si è parlato dei piani di intervento dell’impresa per contenere l’inquinamento. E l’Arta ha chiesto nuove analisi: controlli, ha chiesto Chiavaroli, affidati non soltanto a enti privati ma anche all’Arta stessa. Ed estesi alle case perché potrebbero verificarsi fuoriuscite di gas dai terreni.
Alla Conferenza dei servizi non hanno partecipato rappresentanti della Regione e della Asl di Chieti: «È un’assenza grave», secondo il consigliere comunale del M5S Ottavio Argenio, unico esponente politico a partecipare alla riunione. Per la bonifica dei Sir di Chieti Scalo e Saline-Alento, la Regione ha stanziato in totale 10 milioni di euro ma gli interventi previsti per il 2017 non sono partiti: «Se non si sbloccano i fondi previsti dal Masterplan, il problema non sarà mai risolto e queste riunioni saranno sempre inutili: è la Regione che deve svegliarsi ma», dice Argenio, «se non partecipa neanche alle Conferenze dei servizi siamo messi davvero male».