Gas, no di Comuni e associazioni

21 Agosto 2016

Presentano insieme le osservazioni al nuovo progetto di estrazione a Bomba

BOMBA. «C’è il rischio di una sciagura, come quella accaduta nel Vajont». L’allarme, che ricorda il cedimento della diga in Veneto nel 1963, è stato lanciato da Tommaso Giambuzzi, ingegnere e consulente tecnico di Nuovo Senso Civico, associazione presieduta da Alessandro Lanci, a proposito del progetto di sviluppo del giacimento di gas naturale Colle Santo, a Bomba. Il pericolo, secondo Giambuzzi, nel caso si realizzasse l’opera che riguarda otto Comuni del Chietino -Bomba, Archi, Roccascalegna, Torricella Peligna, Pennadomo, Villa Santa Maria, Atessa e Colledimezzo- potrebbe essere quello di un cedimento della diga. «Il punto è», osserva Giambuzzi, «che nel progetto non si prende in considerazione la situazione idrogeologica, la quale invece potrebbe portare al crollo della diga che è fatta di terra». Il rischio, poi, è che «i gas estratti potrebbero essere tossici per la zona». Ma a dire “no” al progetto Colle Santo sono anche alcuni sindaci della zona, come Nicola Scaricaciottoli (Paglieta), Donato Di Santo (Bomba) e Nicola Cicchitti (Atessa), Renato Di Nicola del Forum dell’acqua, oltre a Lanci di Nsc e a Giuseppe Pomposo di Res Gea, dell’università d’Annunzio. Un iter complesso, quello finora percorso dal progetto Colle Santo, per il quale il giacimento fu scoperto nel 1966 dall’Agip, confermato poi dai pozzi perforati dalla Forest Cmi nel 2007, il quale dovrebbe contenere tre miliardi e mezzo di metri cubi di gas. Dopo il parere positivo espresso nel 2010 dal Servizio dighe del ministero delle Infrastrutture e del comitato per gli Idrocarburi e le risorse minerarie, nel 2011, la commissione di valutazione di impatto ambientale, nel 2013, ha dato parere negativo al progetto. Parere poi annullato dal Tar di Pescara nel 2014, che ha accolto il ricorso della Forest, verso il quale, però, il Consiglio di Stato, nel maggio dell’anno scorso, si è espresso annullando la decisione del primo grado del tribunale amministrativo. Intanto il 29 agosto prossimo scadrà il termine per la presentazione, al ministero dello Sviluppo economico, delle osservazioni al nuovo progetto di Cmi Energia (coordinata da Avanti Energy Incorporation), che nel frattempo è subentrata a Forest Cmi. Tuttavia, sottolinea Alba Brighella, consulente legale di Nsc, «l'intesa con la Regione è obbligatoria». I tre sindaci lunedì (quando è convocato il comitato Via) chiederanno un incontro al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso: «La Regione può bloccare il progetto».

Vito de Luca

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