Gasdotto: «A Chieti più soldi di Lanciano»

Nsc: al capoluogo 600mila euro per 1,2 chilometri di rete, ai frentani stessa somma ma per 12 chilometri
CHIETI . Il Comune di Chieti sta per aprire le porte al metanodotto Larino Chieti e per incassare come ecoristoro la stessa somma del comune di Lanciano. Solo che Chieti ospiterà la linea solo per un chilometro, Lanciano per 12.
Chieti non ha ancora deciso nulla, ma ci sono indiscrezioni sul fatto che sia imminente il parere positivo. A tirare fuori tali indiscrezioni è Alessandro Lanci, il responsabile dell’associazione Nuovo Senso Civico che punta il dito contro l’ex presidente del Consiglio comunale nella prima consiliatura di Umberto Di Primio, Marcello Michetti.
Lanci nota prima di tutto come a dare l’assenso al passaggio siano soprattutto i Comuni vicini al centrodestra (Castel Frentano, Paglieta, Filetto e Orsogna). «Andando poi a fare due conti», dice Lanci, «scopriamo che a Chieti il gasdotto interessa poco più di un chilometro di campagna, lontano da insediamenti umani. A Lanciano invece il territorio interessato dal metanodotto è di circa 12 chilometri, con le criticità tecnicamente maggiori rispetto agli altri comuni. Logica porterebbe a quantificare un ecoristoro proporzionato. Niente affatto. Sia a Chieti che a Lanciano i soldi della S.G.I. - Società Gasdotti Italia - per l'ecoristoro sono all'incirca gli stessi, pochi e miseri ma gli stessi. Il responsabile della Società Gasdotti Italia è Marcello Michetti. È lui l’interlocutore di mediazione nella contrattazione che precede il parere sull’opera tra la società che vuole imporci il gasdotto e i sindaci. Michetti è un esponente di centrodestra, che ha operato nella politica con un incarico istituzionale di peso. Ed è un dirigente di altrettanto peso della società privata S.G.I.. Inoltre, proprio al comune di cui il pesante dirigente è stato addirittura presidente del consiglio, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stata accordata la cifra di 600 mila euro per solo 1,2 chilometri di tracciato. In proporzione per il passaggio sul territorio di Lanciano che impegna circa 12 chilometri, avrebbero dovuto offrire una cifra almeno 10 volte superiore».
«Noi non vogliamo pensar male», conclude il responsabile dell’associazione, « ma i conti sembrano non tornare. Anzi, tornano benissimo. Conti piuttosto rozzi, che quadrano solo sul baratro di una speculazione a danno di una comunità di centinaia di migliaia di cittadini che, da quel gasdotto potranno vedersi segnato il destino con un cocktail di stoccaggi, frane e terremoti».

