Gasdotto, al Comune 500mila euro
Nuovo Senso Civico attacca l’amministrazione: «Nessuna opposizione all’opera»
LANCIANO. «Il sindaco e presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo è tornato all’età della pietra della lungimiranza politica sul tema delle battaglie ambientali, prima cavalcandone il successo come avvenuto per la piattaforma Ombrina Mare e ora avallando lo scellerato progetto del metanodotto Larino-Chieti». È il pesante j’accuse dell’associazione Nuovo Senso Civico all’indomani della consulta sull’ambiente convocata per discutere dell’infrastruttura il cui tracciato, lungo 110 chilometri, attraverserà le province di Chieti, Pescara e Campobasso interessando 26 comuni di Abruzzo e Molise e numerose aree protette. Il gasdotto coinvolgerà pesantemente il territorio di Lanciano. «Siamo stati convocati ben oltre i termini, fissati per il 10 maggio, per esprimere un parere sull’opera», critica l’associazione ambientalista, «l’amministrazione, non presentando opposizione, ha di fatto dato il proprio consenso alla realizzazione del metanodotto. Questo è l’arteria di un sistema che servirà principalmente per convogliare gas all’interno dei numerosi stoccaggi previsti dalla strategia energetica nazionale, che vorrebbe trasformare l’Italia centro-meridionale in un enorme serbatoio di gas. Per ciò che riguarda l’Abruzzo», prosegue Nsc, «il metanodotto Larino-Chieti servirà soprattutto per alimentare lo stoccaggio di San Martino sulla Marrucina, in un’area a rischio sismico altissimo, con un fronte di frana attiva di oltre sei chilometri. La letteratura scientifica sul tema parla chiaro: gli stoccaggi, luoghi in cui periodicamente viene pompato gas per poi essere estratto al bisogno, sono causa di terremoti persino in aree del pianeta a rischio sismico pressoché inesistente. Figuriamoci in Abruzzo, regione devastata dai tragici terremoti degli ultimi otto anni e teatro di eventi sismici catastrofici dalla notte dei tempi. Sentir dire dal sindaco Pupillo che l’opera si farà comunque, per un ristoro di 500mila euro», denuncia ancora il sodalizio, «essendo un piano strategico nazionale, stride fortemente con il ruolo da lui interpretato nella battaglia contro Ombrina, quella davvero un’opera già fatta e scongiurata dalla volontà politica, piegata dalla contrarietà popolare». Contestata anche l’arringa finale del comune affidata, fa notare Nsc, «non ad un ingegnere, un geologo o un sismologo, ma ad un’ex dipendente Eni, amico d’infanzia del sindaco».
Daria De Laurentiis
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