Gelataio morto nello schianto, il pm: «È stato omicidio stradale»

L’automobilista di 74 anni non si è fermato allo stop e ha provocato l’incidente: ora rischia il processo Dai rilievi è anche emerso come la vittima viaggiasse a 110 chilometri all’ora in un punto col limite a 50
CHIETI. Con la macchina non si è fermato al segnale di stop e ha travolto e ucciso un uomo che, in moto, stava andando al lavoro. Un incidente per cui ora il conducente dell’auto, A.C., teatino di 74 anni, rischia di finire sotto processo con l’accusa di omicidio stradale. Il sostituto procuratore Giuseppe Falasca ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari sulla tragedia, avvenuta lo scorso 24 giugno in via dei Frentani, costata la vita a Riccardo D’Angelo, 55 anni, che quella mattina stava raggiungendo la sua gelateria di corso Marrucino, nel cuore del centro storico di Chieti. A occuparsi delle indagini sono stati i carabinieri.
IL CAPO D’IMPUTAZIONE
L’automobilista, in base alla ricostruzione del pm, «per colpa consistita in imperizia, imprudenza e negligenza», ha provocato il violento urto e «la rovinosa caduta di D’Angelo, così causandone la morte immediata per le gravissime lesioni riportate». Più nel dettaglio, l’anziano – alla guida di una Bmw X3 – si è immesso da via dei Cascini in via dei Frentani «omettendo di dare la precedenza al motociclo Yamaha T-Max, che procedeva su quest’ultima strada con direzione Francavilla al Mare-Chieti nella corsia adiacente la linea di arresto della segnaletica orizzontale». L’automobile, scrive ancora il pm, «impattava latero-frontalmente con il motociclo, che comunque procedeva a velocità di circa 110 km/h superiore al limite prescritto di 50».
LA TRAGEDIA
Il casco non è stato sufficiente per salvare la vita al gelataio, sposato e padre di una ragazzina quindicenne, che è finito prima contro un palo dell’illuminazione pubblica e, poi, in una cunetta. I soccorsi sono scattati immediatamente: allertato anche l’elicottero del 118, sul posto si sono precipitati medici, infermieri e vigili del fuoco, ma non c’è stato nulla da fare. La moglie e i suoceri della vittima sono stati tra i primi ad arrivare sul punto dello schianto, all’altezza del bivio per San Giovanni Teatino: seguivano la moto a poca distanza, perché anche loro erano diretti a Chieti per andare ad aprire il loro negozio di abbigliamento per bambini, Lula, che si trova proprio di fronte alla gelateria Cuore, diventata una tappa fissa per tanti teatini. La dinamica dell’incidente è stata ricostruita dai carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Chieti. Sull’asfalto non sono stati trovati segni di frenata, mentre l’automobilista – apparso sotto choc – è risultato negativo all’alcoltest.
L’ITER
L’indagato, difeso dall’avvocato Vittorio Supino, ha venti giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti o chiedere di essere interrogato. Poi la procura deciderà se sollecitare l’archiviazione o il rinvio a giudizio.
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