Genitori uccisi, chiesto un nuovo processo
L’avvocato Giacomucci: Marco Del Vecchio è incapace d’intendere, va giudicato nuovamente
VASTO. Uccise i genitori e fu condannato a venti anni. Il pm Enrica Medori ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l’ergastolo ma ora il caso si riapre. Dal carcere delle Molinette di Torino, dove Marco Del Vecchio, 39 anni, dichiarato colpevole dell’omicidio dei genitori Emidio Del Vecchio, 78 anni, e Adele Tumini, 75, assassinati nella loro casa a Vasto con oltre cento coltellate il 18 novembre 2012 è rinchiuso da più di un anno, arrivano notizie inquietanti. «Il mio cliente è risultato affetto da una grave patologia mentale che inficia la sua razionalità e capacità d’intendere», spiega l’avvocato difensore Raffalele Giacomucci. Il legale è deciso a questo punto a chiedere la riapertura del caso. «Marco Del Vecchio, a dispetto di quello che hanno stabilito i periti a Vasto, è malato», insiste Giacomucci.
L’uomo fu condannato con rito abbreviato. Il giudice Anna Rosa Capuozzo optò per una condanna a 30 anni, con riduzione della pena di un terzo: 23 anni per l’uccisione del padre infermo e costretto su una sedia a rotelle, più in continuazione 6 anni e mezzo per l’uccisione della madre e altri 6 mesi per le lesioni procurate ai carabinieri al momento dell’arresto. Tenuto conto delle attenuanti e della riduzione di un terzo della pena prevista dal rito abbreviato, gli anni di carcere sono diventati 20. Decisa anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, oltre alla trasmissione degli atti alla Procura e il risarcimento del danno, da quantificare in separata sede. Sorella e fratello di Marco Del Vecchio, Nicoletta e Osvaldo, si sono costituiti parte civile attraverso l’avvocato Gianni Menna.
Le notizie arrivate da Torino rimettono tutto in discussione. «È evidente che, ammessa la colpevolezza del mio cliente, la grave patologia che gli è stata diagnosticata offre una lettura diversa sulla condizione del mio assistito». Altro non vuole aggiungere l’avvocato Giacomucci, ma è evidente che i prossimi giorni saranno fondamentali. Va detto che anche il pm Enrica Medori attende un nuovo processo per Del Vecchio ma chiede l’ergastolo con i primi tre anni da scontare in isolamento. Qualora la Cassazione dovesse accogliere la richiesta del sostituto procuratore, il destino di Marco Del Vecchio sarà deciso all’Aquila dai giudici dell’Appello.
Del Vecchio è rinchiuso nel carcere di Torino è seguito da un’équipe di medici. Il difensore più volte ha ribadito che il suo cliente soffre di particolari patologie che hanno influito sulla sua psiche al momento del delitto. L'incapacità di intendere e volere, tuttavia, non fu riconosciuta. «Ora sono i medici che parlano», dice Giacomucci. (p.c.)
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