Geriatria resta chiusa dopo il focolaio

Ortona. Le due persone inizialmente negative al test hanno manifestato i sintomi del Covid. Il sindaco: tutelare gli operatori
ORTONA. Il reparto di Geriatria di Ortona resta chiuso dopo il focolaio che si è registrato nei giorni scorsi mentre altre due persone che erano ricoverate nelle stanze al quinto piano dell’ospedale Bernabeo e che inizialmente non erano risultate positive al Covid-19, hanno successivamente accusato la classica sintomatologia riferibile al virus. Per questo motivo sono state trasferite al Santissima Annunziata di Chieti. Sul presidio ospedaliero di contrada Santa Liberata resta alta l’attenzione dopo il maxi-contagio che ha visto coinvolti ufficialmente ventidue persone tra degenti e operatori sanitari. I numeri parlavano di sedici pazienti su diciotto che erano risultati positivi e sei contagi tra il personale. I ricoverati infetti erano stati trasferiti al policlinico di Chieti, mentre le due persone risultate negative al tampone spostate nella Lungodegenza.
Ma anche per queste ultime, il quadro clinico è variato rispetto alle prime comunicazioni e si è reso necessario per loro il trasferimento nel nosocomio teatino. Rimane chiusa per il momento la Medicina nonostante le attività di sanificazione. Il personale medico del reparto a disposizione è stato ricollocato tra la Lungodegenza e la clinica medica di Chieti, mentre gli infermieri destinati alla Riabilitazione, la cui attività è stata trasferita da Atessa a Ortona. Lunedì, inoltre, è stata comunicata la morte di un’anziana di 81 anni, Angelina Cavaliere, una delle persone ricoverate alla Geriatria, dove era stata riscontrata la sua positività al virus e pertanto era stata condotta a Chieti. Si tratta del nono decesso ad Ortona, il primo che non riguarda la comunità di Caldari.
Questa è al momento la situazione all’interno dell’ospedale Bernabeo al quale il commendatore Matteo Andreassi dell’Oleificio Andreassi ha donato nelle scorse ore mascherine ffp2 per il personale del pronto soccorso e del 118. «Un gesto significativo di vicinanza e un modo per contribuire a tutelare gli operatori che stanno svolgendo un grande lavoro a servizio dell’intera comunità», commentano dalla Asl ringraziando l’imprenditore per la solidarietà mostrata. Ad accoglierlo sono stati i referenti infermieristico e medico che hanno ringraziato Andreassi a nome di tutto il personale dell’unità operativa.
Intanto nei giorni scorsi il sindaco Leo Castiglione ha inviato una lettera alla direzione generale per chiedere che nella fase di pre-ricovero si proceda all’effettuazione del tampone con l’obiettivo di tutelare tutti gli operatori sanitari.
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