Gessopalena, parte il reimpianto degli antichi vitigni

21 Aprile 2022

GESSOPALENA. Al via i nuovi reimpianti dei vitigni di “Nero Antico di Pretalucente” e “Vedovella Nera di Pretalucente”. Continua il progetto, delle università di Teramo e Perugia, per la...

GESSOPALENA. Al via i nuovi reimpianti dei vitigni di “Nero Antico di Pretalucente” e “Vedovella Nera di Pretalucente”. Continua il progetto, delle università di Teramo e Perugia, per la caratterizzazione e per la valutazione delle potenzialità viticole ed enologiche dei vitigni tipici, azione propedeutica all’iscrizione (in corso) nel registro nazionale delle varietà viticole. Adesso, dopo le prime vinificazioni professionali che tanto hanno dato soddisfazioni ed interesse, si passa alla fase successiva: il reimpianto delle viti. Un progetto, voluto dall’amministrazione comunale di Gessopalena e dalla regione Abruzzo, supportato dalla cantina Orsogna. «Praticare la viticoltura di montagna, oggi come in passato», affermano i responsabili del progetto, «vuol dire puntare sulla qualità ed eco-sostenibilità dei prodotti con concetti che sfuggono, almeno in parte, alle logiche di abbattimento dei costi di produzione perseguiti con accanimento nella viticoltura normale. Significa puntare qualitativamente sulla bio-diversità e sui territori interni cercando di dare loro uno sbocco agricolo ed eno-turistico e dare una prospettiva imprenditoriale contrastando lo spopolamento».
In seguito all’analisi del dna, il Nero Antico è totalmente sconosciuto e non è riconducibile ad alcun tipo di uva presente in Italia, mentre la Vedovella Nera è un clone di Sangiovese presente solo nel territorio di Gessopalena. Sono vitigni a bacca nera, se ne contano pochi esemplari e c’è un vivo interesse per il loro recupero. Il grappolo del Nero Antico è medio-grande, abbastanza regolare, conico-piramidale; acino medio-grande, rotondo, colore bluastro-nero, fino a completa maturazione rosa-violaceo. Dopo la prima micro-vinificazione del 2020, realizzata nell’istituto tecnico agrario di Todi con una quantità di uve limitata, nel 2021 i quattro vigneti del progetto hanno prodotto, in totale, 350 chili di uve. (m.d.n.)