Gettate nella fontana urna e ceneri della cara estinta
I resti sono di una lancianese emigrata da ragazza in Belgio La scoperta dei volontari di Sant’Egidio. Aperta l’inchiesta
LANCIANO. Non capita certo tutti i giorni di ritrovare un’urna funeraria, men che meno in una fontana. Ma è avvenuto in città, dove un’urna è stata ritrovata aperta, nella fonte grande di Civitanova. A scoprire il vaso nella vasca della fontana è stato domenica scorsa Umberto Nasuti, presidente dell’associazione di Sant’Egidio i cui volontari ogni anno puliscono il monumento. «Stavamo pulendo la vasca centrale quando abbiamo notato quello che sembrava un normale vaso», racconta Nasuti, «poco dopo, sopra la vasca abbiamo trovato il coperchio. E qui si sono aperti una serie di interrogativi. Siamo abituati a trovare oggetti strani quando puliamola la fontana ma un’urna funeraria no. Un ritrovamento misterioso». Una volta coperta l’urna si è notato che c’era una incisione sul coperchio: “Crematorium de tesch Hasselt”. Sono arrivate le prime risposte: è un’urna cineraria, proveniente da Hasselt, in Belgio. Ma si sono aperti altri interrogativi: come ci è arrivata fin qui? Chi l’ha portata? Di chi è? «La cremazione», spiega Nasuti, «era avvenuta in Belgio, abbiamo pensato ai resti di un’emigrante». Teoria giusta. Pare che la misteriosa storia abbiamo un risvolto affettivo. A settembre è giunto in città un uomo, A.A., del Belgio. Ad amici di Lanciano ha raccontato che era venuto per esaudire la volontà della madre deceduta l’anno prima: che le sue ceneri fossero disperse a Sant’Egidio, vicino alla fonte dove era cresciuta. La madre gli raccontava che da bambina scendendo da via Garibaldi, andava a lavare i panni nella vecchia fonte. E che poi era emigrata in Belgio portando con sé i ricordi di quelle campagne. Lì aveva conosciuto e spostato un turco e il figlioha preso l’urna ed esaudito il desiderio della madre. «Stiamo facendo le verifiche», dice il comandante della polizia municipale Guglielmo Levante, «una nostra pattuglia è andata a recuperare il manufatto. Dobbiamo verificare che l’urna non sia stata trafugata, risalire all’identità, se c’era la volontà del defunto di essere portato in Italia e le sue ceneri disperse».
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