«Giù le mani dal tribunale che compie settant’anni»

9 Dicembre 2016

La replica degli avvocati del foro vastese ai colleghi di Chieti è immediata Melone: il nostro palazzo di giustizia ha una storia che non può essere cancellata

VASTO. «Siamo felici che il palazzo di giustizia di Chieti sia pronto, resta da verificare se gli uffici del tribunale sono pronti ad accogliere quelli di Lanciano, Vasto e Ortona. Un accorpamento che, tradotto in numeri, significa una mole di lavoro al servizio di un bacino di 400mila utenti. Lo faremo a tempo debito. Adesso sono ben altri i problemi che richiedono attenzione e impegno, in primis garantire giustizia e sicurezza al Vastese». Il presidente del consiglio dell’Ordine forense di Vasto, l’avvocato Vittorio Melone, replica così a chi riteneva che la ristrutturzione del palazzo di giustizia teatino mettesse fine alle speranze di sopravvivenza del tribunale istoniense. «Il nostro motto è “pro justitia certamus” e così faremo», dice Melone. Gli avvocati vastesi non mollano, anzi incalzano. Decisi a festeggiare nel 2017, con tutti gli onori del caso, i 70 anni del tribunale vastese, l’Ordine degli avvocati sollecita la Regione a fare da tramite fra i parlamentari e le esigenze del territorio.

«Il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli aveva condiviso e dichiarato legittime le preoccupazioni di un territorio torturato dai continui attacchi della malavita. Il Vastese è già povero di forze dell’ordine. I carabinieri e gli agenti di polizia in servizio fanno miracoli ma sono oggettivamente davvero pochi. Lo Stato non può sparire dal Vastese e un tribunale rappresenta lo Stato», dice Melone, «il 16 dicembre, nell’incontro in programma nella sede della Regione fra il governatore Luciano D’Alfonso, i sindaci dei Comuni dei tribunali da accorpare e i rappresentanti dell’Ordine forense, insisteremo chiedendo alla Regione di rappresentare ai parlamentari le esigenze di questa terra».

La questione viene seguita con attenzione e gli avvocati raccolgono dati ed elementi da presentare ai governanti. «Legittima la gioia degli avvocati teatini nel vedere ristrutturato il loro palazzo di giustizia, ma non intendiamo coltivare la polemica sulle condizioni del palazzo. Non ha nulla a che vedere con le ragioni che rendono necessaria la salvezza del Tribunale di Vasto», rimarca Melone che snocciola il problema subito dopo, «80 chilometri da fare per un certificato -è incivile obbligare i cittadini a disagevoli trasferte-, processi e inchieste che obbligherebbero le poche forze dell’ordine rimaste a continue trasferte a Chieti lasciando scoperta la città e, fatto ancora più importante, la perdita di una Procura che si occupi di quello che accade in un territorio di frontiera minacciato dalla malavita», insiste il presidente dell’Ordine forense. Convinti che le ragioni che giustificano la sopravvivenza del tribunale vastese siano innegabili ed evidenti, gli avvocati non intendono cessare la loro battaglia.

Al contrario. Contestualmente ad un lungo elenco di processi di rilievo ai quali intendono dare il giusto risalto, gli avvocati hanno programmato diverse iniziative per celebrare i 70 anni di vita del presidio vastese. «Questo tribunale ha cominciato ad operare il 21 dicembre 1947. Investiremo su questo anniversario per tutelarlo e tutelare i cittadini. Noi combattiamo per ragioni di giustizia e per garantire giustizia ai cittadini. In ultima analisi, e quando sarà il momento, verificheremo se gli uffici teatini possono ospitare senza problemi altri tre tribunali. Qualora la decisione rischiasse di rivelarsi devastante, come è accaduto per esempio ad Ivrea, agiremo senza indugio», conclude Meloni.

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