Giallonardo, tutto da chiarire

20 Gennaio 2017

Dopo l’autopsia i familiari attendono i risultati. Oggi i funerali in cattedrale

LANCIANO. È stata eseguita l’autopsia su Maurizio Giallonardo, 50 anni, morto dopo 5 giorni di ricovero nel reparto di Medicina dell’ospedale Renzetti.

La salma è stata restituita alla famiglia e oggi si celebrerà il funerale, alle 10.30, nella cattedrale della Madonna del Ponte. Per conoscere i risultati dell’esame autoptico, eseguito dal medico legale lancianese Domenico Angelucci (la famiglia non ha nominato periti di parte) bisogna attendere più di un mese. Per ora il medico non si è espresso. Dal suo responso, dai motivi che hanno causato l’arresto cardiaco, si capirà se l’inchiesta andrà avanti e se ci saranno o meno indagati, ovvero i presunti responsabili della morte di Maurizio Giallonardo.

Al momento il fascicolo aperto dal procuratore facente funzioni Rosaria Vecchi è contro ignoti. Morte che ha gettato nello sconforto la famiglia, molto conosciuta, di Maurizio; il padre Tonino, la mamma Edda, la sorella Monica, la moglie Rossella, i figli di 16 e 8 anni. E i tantissimi amici. Famiglia che, rappresentata dall’avvocato Marco Di Domenico, ha sporto denuncia ai carabinieri di Lanciano domenica mattina, ovvero a poche ora dal decesso, per vederci chiaro, capire se tutti gli esami chiesti erano stati fatti, o se c’era stata negligenza, lamentata dallo stesso paziente.

Sabato sera, alle 20.30 dopo l’orario di visita, Maurizio aveva salutato i parenti e gli amici in tranquillità. Nulla faceva presagire il dramma che si sarebbe consumato tre ore dopo. Il suo cuore ha smesso di battere alle 23.30. Arresto cardiaco. Non c’era stato alcun campanello di allarme? Il lunedì, 5 giorni prima della morte Giallonardo era andato al Pronto soccorso da solo, perché faceva fatica a respirare. Dopo i primi esami, il primario Antonio Caporrella ne aveva disposto il ricovero in Medicina. Nella cartella sarebbero stati anche indicati alcuni esami da eseguire al paziente. Sono stati fatti nei 5 giorni di ricovero? Sono tante le domande che rimbombano nella mente e nei cuori straziati dei familiari. «Dobbiamo ricordarlo per il suo sorriso e la sua bontà, per l’essere stato l’amico di tutti. Con eterno amore, Milla». Poche parole della sorella Monica. Tonino e Edda avevano già perso un figlio e una figlia.(t.d.r.)

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